fbpx Biocemento per ridurre la CO2 | Page 14 | Scienza in rete

Biocemento per ridurre la CO2

Primary tabs

Read time: 2 mins

Abitare in una casa viva, cangiante e che riduce l'inquinamento: questo potrebbe avverarsi grazie ad un nuovo materiale da costruzione, chiamato biocemento, creato e brevettato dal Gruppo di Tecnologia Strutturale dell'Universitat Politècnica de CatalunyaBarcelonaTech (UPC). La novità del materiale risiede nella sua capacità di creare un ambiente favorevole allo sviluppo di determinate microalghe, licheni e muschi che, attraverso il normale processo di fotosintesi, riducono la CO2 e trattengono una parte del particolato, causa delle più frequenti malattie riconducibili all'inquinamento dell'aria.

Il problema nella realizzazione di un cemento del genere era quello di creare un ambiente favorevole alla crescita e allo sviluppo del materiale biologico. In particolare bisognava lavorare sulla porosità, la rugosità superficiale e il Ph. Per questo il bio-cemento è stato realizzato in pannelli formati ognuno da tre strati: il primo, più interno, è quello impermeabile, che consente una minima dispersione di calore e quindi aumenta l'efficienza energetica della costruzione. Subito sopra si colloca lo strato che permette di sostenere lo sviluppo biologico dei microrganismi, immagazzinando l'acqua piovana. Infine, lo strato esterno è composto da un rivestimento discontinuo con funzione impermeabilizzante inversa, ossia permette l’ingresso di acqua piovana ma ne impedisce la fuoriuscita.

Al momento le criticità maggiori del nuovo materiale si riscontrano sul fronte dell'estetica: le pareti rivestite di alghe e licheni risultano di un colore verde-marrone spento. Gli scienziati, tuttavia, stanno già studiando nuovi bilanciamenti nella composizione degli organismi viventi, affinchè le strutture non solo abbiano un aspetto più gradevole, ma addirittura possano cambiare colore a seconda della stagioni.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Materiali

prossimo articolo

In morte di Maurizio Bonati

foto di maurizio bonati

Ci ha lasciati in modo improvviso Maurizio Bonati che - tra le altre cose - è stato collaboratore assiduo e prezioso di Scienza in rete. Lo ricordiamo con alcuni dei suoi più recenti articoli, solo alcuni esempi fra i molti dell'ampiezza dei suoi interessi e della sua cultura, che tenevano sempre al centro le persone più fragili e il rifiuto per ogni forma di conflitto armato

In questa estate torrida che sembra decisa a non mollare mai, lavorando nel suo giardino, ci ha lasciato all’improvviso Maurizio Bonati. Per pagare il debito al ruolo istituzionale dirò che è stato responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica e del Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ma chiunque si interessi ai temi della salute pubblica prima o poi lo ha incontrato, ne ha letto o ci ha discusso perché Maurizio Bonati è sempre stato un acuto critico delle posizioni e degli approcci banali e accomodanti.