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La tassa sulla stupidità

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Tra le varie notizie ferragostane non posso non notare (da matematico qual sono) le informazioni sulla continua crescita del montepremi del Superenalotto, sul conseguente aumento del numero delle giocate e sul crescente numero di stranieri che vengono in Italia appositamente per giocare. Anche perché, sulla spiaggia, il parere del matematico in proposito viene richiesto spesso. Dal punto di vista strettamente matematico, la risposta  è semplicissima: il comportamento che ottimizza lo stato futuro del nostro portafoglio è non giocare. Prendendo un esempio più elementare,  immaginate di giocare a testa o croce con queste regole. Se esce testa guadagnate quaranta centesimi, se esce croce perdete un Euro.  Proponendo questo gioco a una qualunque persona sana di mente vi sentireste apostrofare malamente.  

Se però riusciste a proporre qualcosa di ugualmente svantaggioso (per il giocatore) ma meno evidente, allora potreste anche guadagnare dei bei soldini. Ma non a caso praticamente tutti i governi di tutti gli stati del pianeta vi proibiscono di farlo; oppure, se ve lo permettono, vi chiedono di spartire i guadagni (con tasse, tangenti e quant'altro). 

Il grande studioso italiano Bruno de Finetti (uno dei padri fondatori del moderno Calcolo delle probabilità) chiamava il gioco del Lotto Tassa sulla stupidità. Questo forse è uno dei motivi per cui gli uomini di scienza (che in generale vivono di stipendi bassini, e spagazzano tutte le tasse fino all'ultimo centesimino) non fanno troppa propaganda a queste cose. Ci si dice: perché dovremmo spingere per l'abolizione dell'unica tassa che possiamo evitare di pagare? E certo ci viene da sorridere vedendo interviste televisive con giocatori italiani che protestano vivacemente perché i tedeschi vogliono pagare anch'essi la nostra tassa sulla stupidità. 

Naturalmente, la matematica non è tutto. Se pagando un Euro vi comprate il diritto a sognare per qualche giorno di diventare supermilionari, allora potreste comunque dire di aver fatto un buon acquisto: il valore commerciale del diritto a sognare è difficile da stabilire, e la matematica non è certo lo strumento adeguato per farlo.  

Quindi, cari giocatori, BUONA FORTUNA!

 


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