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Home » Campi del sapere » Scienze della vita

La sperimentazione necessaria

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Lettera aperta

Sono molto deluso per la posizione del Corriere della Sera sul problema della sperimentazione animale (leggi articolo del 20/11/2011). Non è una novità, ma recentemente c’è stato un accanimento contro l’impiego degli animali senza alcun bilanciamento da parte di chi fa ricerca, non per divertimento ma nella speranza di dare sollievo alla sofferenza degli ammalati e trovare rimedi per tante malattie senza cura.

Si gioca molto sull’emotività anziché far conoscere le condizioni in cui oggi si sperimenta nel pieno rispetto della legislazione e con molteplici controlli. L’esultanza per la recente proposta della Commissione Affari Sociali è fuori luogo: porre ostacoli alla ricerca biomedica significa rallentare o impedire il progresso. Gli ammalati, i loro familiari, le loro associazioni hanno probabilmente un punto di vista diverso da quello di alcuni nostri politici, ma non vengono mai interpellati. Gli stessi politici appena hanno qualche problema di salute fanno certo ricorso ai farmaci, dimenticando che la disponibilità di trattamenti efficaci è sempre passata attraverso la sperimentazione animale. Utilizziamo tutti i giorni metodi “alternativi” che in realtà sono solo complementari. Enfatizzare il ruolo di questi metodi è contraddittorio. Se si considera che gli animali sono un modello imperfetto dell’uomo, a maggior ragione lo saranno poche cellule coltivate in provetta, l’estrema semplificazione di un organismo vivente.

Mi auguro che il proseguimento dell’iter parlamentare della proposta sulla sperimentazione animale tenga conto di queste considerazioni anziché di continuare ad alimentarsi di emotività.

Il testo approvato il 18 ottobre dalla Commissione Affari sociali della Camera

Legge comunitaria 2011. C. 4623 Governo
EMENDAMENTI E ARTICOLI AGGIUNTIVI
ART. 3.Dopo l'articolo 3, inserire il seguente:
Art. 3-bis.(Princìpi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 settembre 2010 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici).1. Il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 2 della presente legge, in quanto compatibili, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) garantire l'implementazione dei metodi alternativi con il vincolo dello stanziamento di almeno il 33 per cento dei fondi al fine di contribuire economicamente allo sviluppo e alla convalida degli stessi e allo scopo di formare personale esperto nelle 3R anche tramite corsi di approfondimento all'interno di Centri di ricerca e Università integrandone il piano di studi. Inoltre, assicurare l'osservazione e applicazione del principio delle 3R grazie alla presenza di un esperto in metodi alternativi e di un biostatistico all'interno di ogni Organismo preposto al benessere degli animali e nel Comitato nazionale per la protezione degli animali usati a fini scientifici;
b) vietare l'utilizzo di primati non umani del Nuovo e del Vecchio Mondo, cani, gatti, specie in via d'estinzione nel caso non risulti obbligatorio da legislazioni o da farmacopee nazionali o internazionali;
c) predisporre nel caso si allevino, forniscano o utilizzano specie quali primati non umani, cani e gatti, forme di arricchimento ambientale nella piena ottemperanza del principio di Refinement;
d) assicurare una misura normativa sufficientemente cautelare nei confronti degli organismi geneticamente modificati, tenendo conto della valutazione del rapporto tra danno e beneficio, dell'effettiva necessità della manipolazione, del possibile impatto che potrebbe avere sul benessere degli animali vietando fenotipi sofferenti e valutando i potenziali rischi per la salute umana, animale e l'ambiente;
e) prevedere un limite massimo di dolore a cui è possibile sottoporre l'animale durante la procedura, vietandola qualora causi dolore, sofferenza o angoscia intensi che potrebbero protrarsi e non possano essere alleviati;
f) vietare l'utilizzo di animali negli ambiti sperimentali di esercitazioni didattiche, ricerche per sostanze d'abuso, esperimenti bellici e xenotrapianti;
g) vietare gli esperimenti che non prevedono anestesia o analgesia se non nel caso in cui queste risultino più dolorose o traumatiche dell'esperimento stesso;
h) assicurare un sistema ispettivo che garantisca il benessere degli animali da laboratorio adeguatamente documentato e verificabile, al fine di promuovere la trasparenza, con un numero minimo di due

29 ottobre, 2011 da Silvio Garattini


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#1 necessaria a...

ritratto di marzia
5 febbraio, 2012 - 19:14 da marzia (non verificato)
alle tasche e alle poltrone di qualcuno! La sperimentazione animale è antiscientifica,obsoleta e fuorviante...non lo dico io ma loro: • Da “Nature” “… negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda le malattie neurodegenerative, i risultati ottenuti utilizzando il modello murino [cioè i topi, ndr] appaiono pressoché inutili”. • Già nel 2000 il National Cancer Institute americano ha eseguito un’analisi retrospettiva di 39 farmaci confrontando il risultato dei test eseguiti sugli xenoinnesti con quello della successiva sperimentazione clinica sull’uomo di Fase 2. Ebbene: solo il 45% dei composti che avevano avuto effetti antitumorali negli xenoinnesti si sono dimostrati efficaci anche nei test clinici. (ricordiamo che il lancio di una moneta arriva al 50 per cento di probabilità!!). • Già nel 1981, le parole di Irwin Bross, ex direttore dello Sloan-Kettering, il più grande istituto di ricerca sul cancro del mondo erano: “I contradditori risultati della sperimentazione animale non solo hanno spesso ritardato e ipotecato il cammino della guerra al cancro, ma non hanno mai neppure determinato un solo tangibile avanzamento sul terreno della prevenzione o della cura del cancro umano”. • Ricercatori di società farmaceutiche come Eli Lilly : “Se considerate i milioni e milioni e milioni di topi che siamo riusciti a curare, e poi li confrontate con ciò che siamo riusciti, o meglio, con ciò che non siamo riusciti a fare nella cura clinica delle metastasi, vi renderete conto che in quei modelli ci dev’essere qualcosa di sbagliato”. • Holly Cheever, Veterinario americano asserisce: “Le patologie cardiache che si riscontrano nell’uomo non hanno alcuna correlazione con i problemi cardiaci dei cani. Di conseguenza, cercare di ricreare artificialmente nei cani le patologie cardiovascolari umane – prima causa di morte per l’uomo – è inappropriato, inutile e dirotta fondi” • Il cardiologo John Pippin, facoltà “Harvard Medical School”, analizzando gli articoli pubblicati dagli autori degli esperimenti, commenta: “E’ un insieme di articoli dai quali risulta in modo evidente l’uso strumentale di un esperimento per giustificare il successivo. In molti casi, una serie di domande prive di risposta - e generalmente non previste - emerse da uno studio sono state prese a pretesto per eseguire quello seguente. Più di una volta l’équipe invoca risultati errati o contraddittori di studi precedenti (spesso eseguiti da loro stessi) per giustificare un ulteriore esperimento”. Prosegue poi: “Questo lavoro esemplifica in modo straordinario una pratica diffusa: la manipolazione di modelli animali in base alle necessità e alla convenienza, indipendentemente dalla validità dei risultati che si ottengono.”) • Benjamin Wolozin, docente di farmacologia dell’università di Boston: “Il problema sta nell’abisso esistente tra il lavoro sperimentale con gli animali e i test clinici con l’uomo.” • Marius Maxwell, neurochirurgo formatosi ad Oxford, Cambridge e Harvard, in merito all’irriproducibilità del Parkinson umano negli animali intossicati , dice: “non ci sono prove del fatto che la loro predittività per il trattamento del Parkinson nell’uomo possa superare il risultato probabilistico del 50/50, come nel lancio della classica monetina”. (mentre un metodo di ricerca è ritenuto statisticamente significativo quando fornisce un valido risultato nel 95% dei casi!!) • Neancy Andreasen, psichiatra americana considerata tra i massimi esperti mondiali sulla schizofrenia, dice “Non è possibile avere modelli animali per i disturbi del pensiero formale..Anche i modelli animali utilizzati dalle case farmaceutiche per testare l’efficacia terapeutica degli antipsicotici non sono validi.” • Prof. Croce Pietro, ex primario dell’ospedale Sacco di Milano, dopo anni di ricerca sui modelli animali, umilmente e onestamente li riassumeva cosi: “errore metodologico”. • Prof. Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero,Psichiatria, commenta razionalmente che “un metodo sbagliato non si corregge,si abolisce!” • Prof. Rocca Rossetti Salvatore,ordinario di nefro-urologia e Direttore dell’Istituto di Urologia dell’Università di Torino sostenendo dice: “nessun chirurgo è diventato tale perché ha imparato ad operare sull’animale,semmai sull’animale ha disimparato”.. • Prof.Sprovieri al Congresso di Sorrento del 1980 diceva pubblicamente: che “la ricerca biomedica non ha bisogno di animali,è insensato e pericoloso continuare a seguire questa via tradizionale”.
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#2 Basta citare la frase scritta

ritratto di Dott. Luca Gubellini
18 aprile, 2012 - 15:19 da Dott. Luca Gubellini (non verificato)
Basta citare la frase scritta nella lettera qui sopra "Se si considera che gli animali sono un modello imperfetto dell’uomo" per capire ciò che soggiorna nelle menti e nei cuori di certe persone che si definiscono "scienziati e medici". Il complesso del dio uomo sempre più evidente con cui si formano le nuove generazioni di scienziati, l'avidità di tutto il settore della chimica/farmaceutica e la ricerca della vita eterna che porta esseri umani a sopravvivere in condizioni vegetative quando dovrebbero aver da tempo lasciato questo mondo, hanno portato l'essere umano a regredire, non a progredire. Ci siamo arrogati il diritto di pensare di essere meglio degli animali perchè in noi soggiorna la RAGIONE e non l'istinto. Ma quando davanti ad un animale brutalizzato, qualsiasi sia lo scopo, la mente, gli occhi, il cuore ci dicono che tutto ciò è sbagliato E la scienza stessa conferma l'inutilità di tutto questo... come può l'uomo continuare a procurare sofferenza agli altri esseri viventi oltre che a se stesso?
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Silvio Garattini
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