In Italia la politica uccide la scienza
- 1463 letture
English
Un'epidemia di politica, ecco cosa affligge la scienza in molti paesi del mondo, anche in democrazie mature come gli Stati Uniti e l'Italia. Negli USA la presidenza di George Bush ha fortemente condizionato la libertà di ricerca scientifica. Lo stesso è avvenuto in Italia in più fasi storiche: subito dopo l'Unità di Italia, durante il fascismo e nell'ultimo ventennio.
Con un articolo scritto insieme a Gilberto Corbellini e pubblicato sulla rivista EMBO (vedasi allegato) abbiamo voluto fare il punto su questi condizionamenti alla libertà della ricerca scientifica. Agli italiani i casi in cui l'ideologia e la politica hanno pesantemente interferito sulla scienza sono abbastanza noti: la multiterapia Di Bella (1997), in cui una presunta cura anticancro ha trovato sponsor addirittura nella magistratura e in alcuni partiti politici di centro-destra; il divieto di sperimentazione su piante transgeniche del ministro di centro-sinistra Pecoraro Scanio, divieto peraltro confermato dal ministro di centro-destra Zaia; il tentativo di cancellare lo studio dell'evoluzionismo dalle scuole elementari da parte del ministro di centro-destra Moratti (2003); la legge 40 (2004) che vieta la derivazione di cellule staminali embrionali (anche da embrioni sovrannumerari destinati alla distruzione) e pure la diagnosi preimpianto e il congelamento degli embrioni (misure in parte concellate sei anni dopo da una sentenza della Corte costituzionale).
A questi fatti, che meriterebbero un'attenta considerazione internazionale, va aggiunto il cronico asservimento di molte istituzioni scientifiche al mondo della politica, la quale spesso sceglie direttamente, e senza procedure di peer review, i responsabili degli enti scientifici e a chi dare i soldi per le ricerche. Persino nei rari casi in cui una commissione veniva chiamata a giudicare i progetti, i fondi venivano assegnati dai membri della commissione a sé stessi.
Come poi non ricordare, a questo proposito, l'opposizione fatta dal governo di centro-destra all'istituzione dell'European Research Council (ERC) proprio perché sfuggiva a un controllo politico; o il finanziamento senza peer review agli studi sul vaccino dell'AIDS di Barbara Ensoli dell'ISS, giudicato dai suoi colleghi internazionali troppo generoso in relazione alla solidità scientifica del protocollo (2007); o l'esclusione da parte del Ministero della salute di ricerche sulle staminali embrionali (2009). Eccetera eccetera.
Se gli scienziati italiani vogliono avere un ruolo guida nel contribuire a delineare la società del futuro, devono pretendere attivamente un sistema di allocazione dei fondi pubblici basato su principi di competitività e trasparenza, mentre gli scienziati che ottengono benefici dal loro servilismo nei confronti del mondo della politica devono essere additati come esempi negativi all'opinione pubblica. Speriamo con questo articolo di destare l'attenzione dell'uditorio internazionale perché sia consapevole di questa situazione e intervenga in difesa della ricerca italiana, soggetta alla censura, alla manipolazione dei fatti e alla mancanza di un sistema di valutazione equa e trasparente.
Leggi la'rticolo su Embo
Se ti è piaciuto questo articolo aiuta Scienza in rete a crescere ancora, leggi come.




















Commenti
Disclaimer
Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.
Condizioni generali del servizio
Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.
#1 La scienza senza legami?
Sono d'accordissimo sul bisogno di sistemi peer review indipendenti dalla politica (e dalle pressioni degli accademici), ma nell'articolo mi sembra che si mescolino i bandi contro gli OGM, la trasparenza dell'allocazione dei fondi e la libertà di ricerca tout court. Chi ha scritto l'articolo vuole dire che avoca a sè il diritto inalienabile di fare ricerca sulle cellule staminali embrionali (da embrioni sovrannumerari o abortiti)? Vuole dire che non ci deve essere discussione e che il parlamento non ha diritto di legiferare su questi temi? Siccome mi sembra che tali temi vadano a toccare il concetto di persona (su cui si basa la nostra società) a me tale controllo sembra più che opportuno. Altra cosa quella degli OGM, visto che le manipolazione sui vegetali e gli animali si sono sempre fatte e anzi sono state importanti per la nostra sopravvivenza. Ma se non sappiamo o non vogliamo distinguere tra un embrione di pomodoro e un embrione umano, la cosa mi sembra preoccupante.
#2 Scienza a metà
Invia nuovo commento