fbpx Idee innovative per rilanciare il settore agroalimentare | Scienza in rete

Idee innovative per rilanciare il settore agroalimentare

Primary tabs

Read time: 3 mins

Fare impresa in Italia ed essere competitivi non è facile, anzi. Secondo l’ultimo rapporto del Global Economic Forum, siamo al 49esimo posto per competitività, sotto Portogallo, Polonia e Thailandia.
Questo nonostante la nostra economia sia tra le più avanzate e il paese risulti 29esimo come capacità di innovare (“Innovation and sophistication factor”).

L’incapacità di essere competitivi è multifattoriale, ma in buona parte dipende dalla profonda inefficienza delle istituzioni (siamo 106esini, sotto Honduras, Albania e Algeria), una situazione economica aggravata dal pesante debito pubblico e l’estrema difficoltà per le piccole medie imprese di accedere al credito.

Come uscirne e valorizzare, ad esempio, un settore così importante come quello del made In Italy? Per rispondere a questa problematica è nato il progetto “Alimenta2Talent”, organizzato dal Parco Tecnologico Padano di Lodi e promosso in collaborazione col Comune di Milano.
L’obiettivo dell’iniziativa, già alla seconda edizione, è quello di premiare idee di impresa particolarmente innovative in settori legati all’agroalimentare, alla bioeconomia e alla scienza della vita. La novità, rispetto ad altri progetti per lo sviluppo di nuove start-up, è che non si rivolge a chi ha già fatto impresa, ma a chi la vorrebbe fare e non ha gli strumenti necessari per riuscirci. Il motto è “la ricerca si fa impresa”: trasformare delle idee vincenti di ricerca e accademia in progetti concreti, rendendo i vincitori della competizione in imprenditori capaci di realizzare, avviare e mantenere una nuova impresa.

Il lancio della seconda edizione del progetto Alimenta2Talent è avvenuto a giugno 2014 con una call internazionale che ha visto la partecipazione di ben 100 team, provenienti da tutta Italia (il 30% da Milano). I progetti sono stati attentamente valutati da una Commissione Tecnica, composta da profili di alto spessore tecnologico e di business: un rappresentante di un fondo di investimento, il direttore generale di una società di brokeraggio tecnologico, i responsabili della Ricerca e Sviluppo del Parco Tecnologico e di altri istituti di ricerca. Su questi 100 sono stati selezionati 15 finalisti, la maggior parte tra i 25 e i 35 anni.

Il 24 novembre scorso, all’EXPOGATE di Milano, sono stati decretati i cinque vincitori. Le idee vincenti di questi aspiranti imprenditori vanno dalla progettazione di ecosistemi produttivi ecosostenibili alla riduzione e valorizzazione degli scarti alimentari, dalla distribuzione di prodotti tipici italiani alla produzione di alimenti per intolleranti e allergici. Tutte idee innovative che necessitano di un supporto.
Per questo motivo, da adesso partirà la fase più impegnativa del progetto, chiamata “Accelerating Program”: nessun premio in denaro per fare impresa, bensì un percorso passo a passo coi team vincitori della durata di sei mesi per fornire loro strumenti, persone e competenze. Il sostegno avverrà grazie a un gruppo di mentor, un advisor dedicato, uno spazio di co-working, il network del Parco Tecnologico e del Comune di Milano e, infine, 1500 al mese per potersi concentrare sull’idea di business, focalizzando obiettivi e strategie. Come si legge sul sito, un semestre di lavoro per imparare a trasformare un progetto iniziale innovativo in un business plan che possa essere presentato agli investitori e possa risultare realmente vincente.

Il successo di Orange Fiber, una startup che sviluppa innovativi filati sostenibili e vitaminici dagli agrumi, dimostra che la strategia è non solo possibile, ma vincente. Speriamo che anche i vincitori di quest’anno possano avere il successo che meritano, in Italia e all’estero. Ne abbiamo bisogno, per il nostro made In Italy e per la nostra competitività.


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.