Erc Grants: una fotografia dell’Italia negli ultimi 5 anni

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Il 14 gennaio scorso il Consiglio europeo della ricerca (Erc) ha assegnato 575 milioni di euro nell’ambito del primo concorso Erc Consolidator Grants: 312 borse di studio per progetti di ricerca d’eccellenza, per un finanziamento medio pari a circa 1,84 milioni di euro ognuna.
La notizia è rimbalzata sulle pagine di molti giornali per gli importanti successi italiani, 46 borse su 312, che fanno del nostro paese il secondo classificato dopo la Germania. Come fa notare però Marco Cattaneo, il cospicuo made in Italy dei ricercatori vincitori dei Consolidator Grants non è necessariamente sinonimo di ricerca made in Italy: anche se i grants italiani sono 46, in Italia ne arriveranno solo 20, mentre gli altri finanziamenti andranno agli istituti stranieri in cui i nostri ricercatori lavorano. Sembra dunque che il parametro più significativo da interrogare non sia tanto la nazionalità dei vincitori dei finanziamenti, quanto piuttosto quella degli istituti ospitanti. In questo senso pare interessante fotografare più in generale la posizione del nostro paese in termini di finanziamenti da parte dell’Erc nell’ultimo quinquennio (2009-2013). Anzitutto, la Consolidator Grant call è solo una delle tipologie di finanziamento erogate ogni anno dall’Erc e a cui l’Italia partecipa. Come si apprende dai dati forniti dall’Erc, solo nel 2013 il nostro paese ha vinto 28 finanziamenti, di cui 8 Starting Grants, 19 Advanced Grants e 1 Proof of Concept.
Inoltre, come si evince dai grafici sempre su dati Erc, l’Italia in termini di istituti ospitanti ha portato a casa negli ultimi 5 anni mediamente il 5,5% degli Erc Grants, con una punta di 50 nel 2012, e un minimo di 28 nel 2013, se si escludono i Consolidator Grants appena annunciati.

 

Dal 2009 ad oggi infatti l’Erc ha finanziato più di 2000 Starting Grants, borse di studio del valore di 1,5 milioni di euro ognuna per un massimo di 5 anni destinate a ricercatori di qualsiasi nazionalità con 2-7 anni di esperienza maturata dopo il conseguimento del dottorato di ricerca e circa 1400 Advanced Grants, per un finanziamento di 2,5 milioni di euro cadauna, riservate a ricercatori indipendenti per progetti più avanzati. Inoltre, dal 2011 sono partite le borse Proof of Concept e dal 2012 i Synergy Grants, le prime – 144 erogate finora - del valore massimo di 150 mila euro ognuna destinate a ricercatori già assegnatari di una sovvenzione Erc che necessitano di ulteriori finanziamenti per sviluppare nuove branche della loro ricerca, mentre i Synergy Grants – per un totale di 24 in due anni - mettono a disposizione ben 15 milioni di euro per singolo progetto, con lo scopo di consentire a piccoli gruppi di ricercatori di riunire competenze, conoscenze e risorse al fine di affrontare congiuntamente problemi di ricerca. Un aspetto interessante che emerge da queste statistiche è la destinazione dei finanziamenti per area di ricerca. Se ci limitiamo ai soli Starting Grants, che costituiscono la maggior parte dei finanziamenti, il nostro paese nell’ultimo quinquennio ne ha ottenuti 49 nell’area Physical sciences and Engineering, circa un terzo di Gran Bretagna, Germania e Francia, classificandosi all’ottavo posto su 26 paesi considerati. Siamo all’undicesimo posto invece per quanto riguarda le Life sciences, con 23 finanziamenti vinti contro i 133 della Gran Bretagna e i 113 della Germania. La situazione è meno drammatica invece nell’area delle Social science and Humanities, dove siamo al quinto posto con 28 grants, a poca distanza da Francia, Germania e Olanda.


Ma vediamo più nel dettaglio quali sono state le istituzioni ospitanti italiane vincitrici di Erc Grants (compresi i Consolidator) nell’ultimo quinquennio. Come si evince dall’infografica, la medaglia d’oro va all’Università di Trento con 13 grants ottenuti, di cui 7 in "Physics and Engineering”, 5 in “Social Sciences and Humanities” e 1 in “Life sciences”. Al secondo posto il CNR, che negli ultimi cinque anni ha ottenuto 12 finanziamenti, 10 nel settore “Physics and Engineering”, uno in “Life sciences” e uno in quello “Social Sciences and Humanities”. Completa il podio l’Università di Roma “Tor Vergata” con 11 Grants vinti.



I numeri dunque paiono raccontare una storia ancora tutta da migliorare. Uno sguardo complessivo al di fuori del nostro paese che inquadra la situazione italiana negli ultimi cinque anni sembra in qualche modo ridimensionare i toni entusiastici della prima ora. Come si legge infatti dal grafico sui numero di grants vinti da ogni paese membro ogni anno per tipologia di finanziamento, l’asse Gran Bretagna, Germania e Francia sbaraglia decisamente la concorrenza. Se escludiamo come abbiamo fatto finora i Consolidator Grants appena assegnati, l’Italia si aggiudica l’ottava posizione per numero di finanziamenti Erc vinti come paese organizzatore dal 2009 ad oggi, con un totale di 195 finanziamenti contro gli 818 della Gran Bretagna, i 527 tedeschi e i 464 dei colleghi francesi.

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