Vita di un atomo raccontata da sé medesimo

Read time: 3 mins
Pagine: 
180
Prezzo: 
15,00
Titolo: 
Vita di un atomo raccontata da sé medesimo
2010
Autore: 
Luca Sciortino
Erickson
Anteprima: 
Vi sono libri per bambini e vi sono libri per adulti. Vi sono poi libri per bambini che anche gli adulti possono leggere con interesse, traendone soddisfazione. Tra questi va senz’altro ricordato “Le Petit Prince” di Antoine de Saint-Exupéry.
Miniatura: 
Vita di un atomo raccontata da sé medesimo

Vi sono libri per bambini e vi sono libri per adulti. Vi sono poi libri per bambini che anche gli adulti possono leggere con interesse, traendone soddisfazione. Tra questi va senz’altro ricordato Le Petit Prince di Antoine de Saint-Exupéry, così bello da essere tradotto in più di 180 lingue, forse anche nella lingua degli Inuit; senz’altro anche in dialetto milanese. Un altro e più recente libro per bambini che anche gli adulti possono leggere con piacere è Vita di un atomo raccontata da sé medesimo di Luca Sciortino (pubblicato or ora da Erickson; 180 pagine per 15,00 €). Le 180 pagine potrebbero inizialmente spaventare, soprattutto i bambini, ma sono scritte con caratteri grandi e righe ben spaziate e soprattutto contengono molte belle illustrazioni disegnate da  Noemie Rich-Vannier. Il libro è praticamente la biografia di Pio Simplicio che, arrivato alla bell’età di 13 miliardi e 770 milioni di anni, le ha viste praticamente tutte, da subito dopo il Big Bang, quando era ancora un nucleo di atomo di idrogeno (un protone, per dirla in modo meno pomposo) fino allo sviluppo della vita sulla terra, all’Homo sapiens e alla civiltà ellenica. In questi 13 e passa miliardi di anni, Pio Simplicio fa un sacco di conoscenze con altri atomi e con molte molecole, e anche diverse esperienze, man mano che l’Universo evolve. Nato quando ancora non vi erano le stelle Pio Simplicio passa un milione di anni prima di provare il piacere di catturare un elettrone e trasformarsi in atomo. Passano poi altri 100 milioni di anni e diventa testimone della nascita delle prime stelle e viene quindi da queste scagliato nel mezzo interstellare insieme ad atomi più pesanti e complessi. Scopre l’antipatia dei gas nobili e la predisposizione di altri atomi a cedere piuttosto che catturare elettroni. E in un balletto di unioni e disgregazioni molecolari ci porta sulla terra in formazione ed è poi testimone dello sviluppo della vita.

Luca Sciortino, al suo secondo libro per bambini, riesce a raccontare l’evoluzione dell’Universo in maniera leggera e simpatica, spesso spiritosa (anche se certe battute possono essere apprezzate soprattutto da chi la fisica e l’astronomia le hanno già studiate), mantenendo la correttezza espositiva che gli deriva probabilmente dalla laurea in fisica e coniugandola con l’efficacia divulgativa di stampo “Sissino” (diplomato al Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste).

Quando qualcuno dei giovani lettori di Luca Sciortino tra una decina d’anni o giù di lì si cimenterà con un corso di cosmologia o evoluzione stellare, senz’altro si ricorderà, con un senso di piacevole familiarità, di aver già sentito parlare di protoni, elettroni, nucleosintesi, polveri interstellari e così via ma magari non si ricorderà dove. Era in “Vita di un atomo raccontata da sé medesimo”.

Indice e primo capitolo in pdf

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Grazie, Obama!

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E’ giunta al termine una Presidenza, quella di Barack Obama, che lascerà il segno negli USA. Un segno importante nella ricerca scientifica e nell’innovazione tecnologica, in un Paese che negli ultimi 80 anni è stato all’avanguardia nella scienza e nella tecnologia.

Durante i suoi due mandati alla Casa Bianca, Obama ha fortemente enfatizzato la visione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica come uno dei pilastri della leadership degli USA nel mondo. E ha effettuato, a sostegno, gesti significativi - come ricevere alla Casa Bianca Emily Whitehead, bimba di 6 anni guarita dalla leucemia grazie alle nuove terapie immunologiche - e scelte finanziarie anche coraggiose. Ad esempio, investendo miliardi di dollari per favorire la ricerca, attraverso finanziamenti competitivi, nel momento di più profonda crisi finanziaria. Andando, quindi, controtendenza.

Emily Whitehead, la bambina di 6 anni, guarita dalla leucemia grazie alle nuove terapie immunologiche, ricevuta alla casa Bianca da Obama. Di fianco, la... giustifica per l'assenza da scuola

Questa mia percezione è stata confermata anche da alcuni amici, membri della National Academy, che hanno avuto modo di incontrare l’ormai ex Presidente USA personalmente.

Vale la pena ricordare le ultime due iniziative di Obama in questi ambiti. La prima è la Medicina di Precisione, che Obama ha non solo indicato come frontiera, ma anche concretamente sostenuto. Si tratta di una visione della medicina che incrocia le caratteristiche genetiche dell’individuo, lo stile di vita e l’ambiente in cui vive, e che utilizza i progressi della genomica per identificare strategie preventive e terapeutiche più efficaci e personalizzate. Una sfida che richiede l’integrazione di competenze diverse - medici, medici-ricercatori, ricercatori preclinici, tecnologie avanzate - al servizio del paziente. La “Precision Medicine Initiative” di Obama, annunciata nel 2015, ha visto un investimento di 215 milioni di dollari nel 2016: nel giro di poco tempo, dunque, si è passati da un annuncio di visione all’implementazione di azioni a sostegno.

La seconda iniziativa è l’operazione “Moonshot”, balzo sulla luna, per accelerare la ricerca sul cancro e trovare nuove cure per questa malattia che rappresenta, appunto, la luna da conquistare grazie all’avanzamento delle conoscenze, significativo negli ultimi 30 anni, ad esempio nel settore dell’immunologia e immunoterapia. Al lancio del Cancer Moonshot, sono seguiti una serie di finanziamenti e di azioni concrete, guidate dal vicepresidente Joe Biden, mirate non solo a rendere disponibili per i pazienti nuove terapie, ma anche a migliorare la capacità di prevenire il cancro e diagnosticarlo in fase precoce. E’ stata inoltre creata una task force di esperti, composta da alcuni dei migliori cervelli degli USA, che ha indicato le nuove sfide del settore ed una serie di azioni da intraprendere per raggiungere l’obiettivo Cancer Moonshot.

L’eredità che lascia Obama, dunque, dal punto di vista della ricerca scientifica per la salute è un’eredità di visione e di scelte - coerenti per contenuto e tempistica - mirate a realizzarla concretamente. Ci auguriamo che le prossime amministrazioni negli USA continuino sulla stessa linea. Per il bene di tutti.

Questa riflessione sulle scelte della presidenza Obama non può non farci interrogare su quanto accade nel nostro Paese. L’orizzonte tracciato negli USA è quello in cui dobbiamo muoverci anche noi. Per ora, siamo purtroppo sostanzialmente fermi al palo, ma non è troppo tardi: abbiamo un patrimonio di risorse intellettuali e di passione, nei nostri giovani, che ci consentirebbe al di fare un “moonshot” sul cancro e, più in generale, sulla ricerca scientifica. Dobbiamo quindi raccogliere la sfida che Obama ha lanciato: visione, scelte e sostegno economico alla ricerca. Per il futuro del nostro Paese.

Pubblicato su La stampa il 15/1/2017.