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Tnp, un Medio Oriente senza armi nucleari

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Scienza e pace/2

Sui test nucleari, la recente ottava conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT) richiede sia l’adesione e ratifica del trattato per il bando totale delle esplosioni nucleari (Comprehensive Test Ban Treaty - CTBT) sia di lavorare per facilitarne l’entrata in vigore. Si afferma l’importanza del raggiungimento di un trattato per il bando della produzione di materiali fissili e la riduzione di quelli esistenti (Fissile Material Cutoff Treaty, Pascolini 2008), sotto il controllo dell’Agenzia atomica internazionale di Vienna (IAEA).

Sul fronte della non proliferazione si è ribadita la necessità di un rispetto rigoroso delle norme previste dal trattato, insistendo sull’importanza che tutte le parti aderiscano al protocollo addizionale con la IAEA del 1997 per ispezioni più stringenti (mancano ancora 18 stati) e lo osservino nelle more dell’adesione formale; molti paesi, su iniziativa degli USA, avrebbero voluto che tale protocollo, assieme a più strette salvaguardie della IAEA, venisse riconosciuto come “lo standard rafforzato di verifica del NPT”, ma la condizione più forte ha trovato l’opposizione del gruppo dei paesi non allineati e del Brasile. Altri punti discussi e accolti riguardano il supporto politico ed economico alla IAEA, il rafforzamento dei controlli all’esportazione di materiali e tecnologie sensibili, l’adesione alle convenzioni sulla sicurezza dei materiali fissili e degli impianti nucleari (Pascolini 2007), la lotta ai traffici illeciti, la prevenzione del terrorismo nucleare. Un punto considerato per la prima volta riguarda l’articolo X del NPT, ossia le modalità e responsabilità degli stati che recedono dal trattato, anche in seguito alla fuoriuscita della Corea del Nord; tuttavia è risultato impossibile raggiungere un accordo, in particolare sull’introduzione di condizioni per la restituzione, al momento del recesso, della tecnologia acquisita nell’ambito del TNP e per sanzioni a seguito di eventuali violazioni compiute prima del ritiro. La Corea del Nord è stata invitata caldamente a rientrate nel NPT e a rispettare gli impegni presi nell’ambito dei colloqui delle sei parti (Pascolini 2010), incluso l’abbandono completo e verificabile di tutte le armi nucleari e dei programmi militari esistenti.

Particolare enfasi è stata data al riconoscimento del diritto di ogni paese allo sviluppo di tecnologie nucleari civili, nel rispetto del trattato e con i necessari controlli della IAEA, e del dovere di ogni parte a una piena collaborazione e al sostegno anche finanziario dei programmi di cooperazione allo sviluppo della IAEA stessa.

Un ultimo risultato importante è stato l’impegno per la concretizzazione della creazione di una zona priva di armi nucleari nel Medio Oriente, che era una delle risoluzioni della conferenza di estensione del NPT del 1995 –in pratica una condizione da parte dei paesi arabi per accettare l’estensione indefinita del trattato–, cui finora non era stato dato seguito. Il documento finale chiede a tutti i paesi mediorientali di partecipare nel 1012 a una conferenza per rendere il Medio Oriente una zona “priva di armi nucleari e di ogni altra arma di distruzione di massa”, secondo le indicazioni della risoluzione del 1995. La conferenza sarà indetta dal segretario generale dell’ONU e dai tre paesi depositari del trattato NPT (Russia, UK e USA), i quali, sentiti i paesi dell’area, individueranno un paese ospite e un “facilitatore”, che avrà il compito di consultare i paesi interessati, preparare il convegno e coordinare le azioni che verranno decise nel 1012. Una tale conferenza si presenta estremamente delicata, dato che Israele dovrebbe rinunciare alla voluta ambiguità sulle sue capacità nucleari e molti stati arabi sarebbero forzati a riconoscere lo stato ebraico. Va inoltre osservato che alcuni paesi della regione non sono ancora parte delle convenzioni sulle armi biologiche e chimiche, che pure entrerebbero nella discussione. Il lavoro del facilitatore è chiaramente oltremodo difficile e delicato, ma se condotto strategicamente potrebbe rappresentare un enorme progresso per la pace e sicurezza della regione, e non solo del Medio Oriente.

Per l’amministrazione americana la conferenza doveva segnare il rilancio del processo di non proliferazione, realizzando gli obiettivi delineati dal presidente Obama nel suo discorso a Praga del 5 aprile 2009. Anche come viatico alla conferenza vanno considerate le iniziative americane della scorsa primavera nel campo nucleare: la firma con la Russia del nuovo trattato START e del protocollo attuativo dell’accordo per l’eliminazione di plutonio militare; la conferenza sulla sicurezza nucleare, l’apertura delle informazioni sulla consistenza delle armi nucleari statunitensi; l’impegno, espresso nella revisione della politica nucleare (Nuclear Posture Review), a non sviluppare nuove armi e nuove missioni e a non prevederne l’uso contro i paesi aderenti al NPT; l’inizio delle procedure di ratifica del CTBT e dei protocolli annessi alle zone denuclearizzate; la ripresa di negoziati per un trattato per la non produzione e riduzione dei materiali fissili. Nel corso della conferenza, la delegazione americana, guidata dal segretario di stato Hillary Rodham Clinton, ha promosso un’importante dichiarazione congiunta dei 5 paesi con armi nucleari, e si è prodigata in negoziati dietro le quinte con rappresentanti di vari paesi, e in particolare con gli egiziani, che hanno guidato la partecipazione del gruppo arabo e dei paesi non allineati, per concordare compromessi accettabili sui vari punti di dissenso.

All’origine del successo finale della conferenza, ancorché parziale, è stato riconosciuto il nuovo spirito nelle relazioni internazionali portato da Obama, il cui obiettivo di “un mondo senza armi nucleari” è stato recepito proprio nella azione numero 1 come fine cui devono impegnarsi le politiche di tutti i paesi parte del trattato.

Il testo del documento finale della conferenza assieme ai documenti presentati e alle dichiarazioni dei partecipanti si trova sul sito delle Nazioni Unite.
Deepti Chobei, Understanding the 2010 NPT Review Conference, Carnegie Endowement for International Peace, June 3, 2010.
Peter Crail, NPT Parties Agree on Middle East Meeting, Arms Control Today, June 2010.
Jayantha Dhanapala and Paolo Cotta-Ramusino, Statement on the Conclusion of the NPT Review Conference, Pugwash Conferences, 29 May 2010.
Alicia Godsberg, NPT RevCon ends with a consensus Final Document, Federation of American Scientists, June 2, 2010.
Daryl G. Kimball, ACA Welcomes NPT Review Consensus, Arms Control Association, May 28, 2010.
Alessandro Pascolini, Il disastro di Chernobyl e le iniziative internazionali per la sicurezza nucleare parte seconda: accordi e convenzioni internazionali, Pace diritti umani IV, 2007, pp. 49-74.
Alessandro Pascolini, Una pesante eredità della guerra fredda: le enormi scorte di materiali fissili con potenzialità militari, Pace diritti umani V 3, 2008, pp. 53-93 
Alessandro Pascolini, Hot spot a nord del 30° parallelo, Sapere, febbraio 2010, pp. 22-27.

ritratto di Alessandro Pascolini Alessandro Pascolini
Dipartimento di Fisica, Università di Padova - INFN Sezione di Padova

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25 giugno, 2010 da Alessandro Pascolini

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