Ha senso l'alchimia postgenomica?
- VERSIONE INTEGRALE
- 2076 letture
All'inizio di novembre i media hanno dato ampio rilievo a un lavoro svolto all'Università di Stanford sulla produzione in vitro di gameti a partire da cellule somatiche. Sembravano interessati soprattutto a un aspetto della complessa questione, e riferendosi agli eventuali figli prodotti dalla fusione dei gameti artificiali derivati da un unico individuo, chiedevano: "Ma chi saranno i genitori?" La domanda, che ha giustificato la prima pagina dei giornali, ha tutto sommato una risposta semplice: se le cellule somatiche provengono da un singolo individuo, i "genitori" non potranno che essere padre e la madre del donatore delle stesse cellule. Ma il punto non è questo.
L'esperimento suggerisce, come si legge sempre più spesso sulla stampa più accreditata, che il genoma delle cellule somatiche è fortemente instabile, interessato com'è da processi di riarrangiamento epigenetici e genomici. E che in ultima istanza la "clonazione" ha una bassa efficienza e ha successo solo quando fa uso di genomi somatici effettivamente totipotenti, fallendo con quelli che non lo sono (che sventuratamente sono la grande maggioranza).
Il sogno alchemico della procreatica, a cui la clonazione nelle sue varie forme sembra aprire nuove strade, sembra possibile per coloro che si iscrivono nella schiera di chi afferma "Mai dire mai!". Per questi, tutto è fattibile: dipende dal tempo e dai mezzi, cioè dalle tecniche disponibili. C'è poi un secondo gruppo di addetti ai lavori, per il quale vale l'inviolabilità delle leggi naturali: i gravi non salgono, le cariche uguali non si attraggono, la freccia del tempo (e dello sviluppo) non si inverte, eccetera.
La vera domanda che questo ennesimo esperimento ci pone è piuttosto: ha senso cercare di recuperare rarissime cellule somatiche totipotenti per produrre poche e scadenti fotocopie di individui più o meno pregiati e per rigenerare tessuti con decorsi post trapianto difficilmente prevedibili e soprattutto difficilmente reversibili?
Se ti è piaciuto questo articolo aiuta Scienza in rete a crescere ancora, leggi come.



















Commenti
Disclaimer
Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.
Condizioni generali del servizio
Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.
Invia nuovo commento