Maria Pia Abbracchio

Maria Pia Abbracchio è laureata in Farmacia, diplomata in Tossicologia Sperimentale e Dottore di Ricerca in Medicina Sperimentale. E' stata post-doctoral fellow presso l'Università del Texas a Houston e Honorary Research Fellow presso l'University College London (UK). E' attualmente professore ordinario di farmacologia presso l'Università degli Studi di Milano, dove coordina un gruppo di ricerca costituito da 12 giovani scienziati. Da più di 2 decenni si occupa di recettori di membrana (con particolare focalizzazione sui recettori purinergici), e del loro ruolo nei processi di differenziamento, proliferazione e morte cellulare. Nel 1994, ha proposto, insieme con il Professor Geoffrey Burnstock, lo scopritore della trasmissione purinergica, la nomenclatura attualmente utilizzata per questi recettori. Ha di recente individuato e "deorfanizzato" un nuovo recettore purinergico coinvolto nel differenziamento delle cellule staminali ancora presenti nel cervello adulto, e sta sviluppando nuovi approcci terapeutici che possano, attraverso questo recettore, potenziare la riparazione dei danni cerebrali presenti sia in malattie neurodegenerative acute (ictus, trauma) che croniche (Alzheimer, sclerosi multipla). Maggiori informazioni sulla sua attività di ricerca sono reperibili all'indirizzo: http://users.unimi.it/DPS/struttura.php?id=5.

E' autrice o coautrice di circa 150 pubblicazioni scientifiche (IF totale 500, calcolato su circa 100 pubblicazioni in extenso su riviste indicizzate con referre), oggetto di più di 6100 citazioni. E' stata membro fondatore del Purine Club (associazione scientifica non-profit che raccoglie i ricercatori italiani e stranieri interessati alla fisiopatologia della trasmissione purinergica), membro del Consiglio Direttivo del Purine Club, Segretario Scientifico della EPHAR (Federation of European Pharmacological Societies), ricercatore principale o coordinatore di finanziamenti di ricerca erogati da enti di ricerca nazionali ed internazionali.

E' inoltre independent expert dalla Comissione Europea per la valutazione delle domande di finanziamento per progetti di ricerca (Sesto e Settimo Programma Quadro, area: Health), referee del MIUR per la valutazione delle richieste di finanziamento per progetti di ricerca, 'esperto' del CIVR (Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca) per la valutazione dei prodotti di ricerca, Presidente del Comitato di Area in Scienze Farmaceutiche e Farmacologiche dell'Università di Milano e membro della CARSTT (Commissione di Ateneo per la ricerca  scientifica e il Trasferimento Tecnologico). Fra i riconoscimenti recenti, l'inclusione nell'elenco degli 'Highly Cited scientists' in Farmacologia e Tossicologia conferito dall'Institute for Scientific (ISI Web of Knowledge, Science Citation Index) e l'ammissione a Gruppo2003.

Sclerosi multipla: scoperto il micro-RNA salva mielina

I micro-RNA sono piccoli frammenti di acido ribonucleico che, dall’interno della cellula, agiscono come regolatori dell’omeostasi cellulare pressoché in tutti i fenomeni biologici, dalla proliferazione, alla maturazione, alla specificazione delle cellule staminali, alla morte cellulare. Possono essere secreti dalle cellule che li producono ed essere quindi misurati nel sangue periferico dei pazienti, rendendoli ottimi candidati come biomarcatori in grado di dare informazioni sia sul tipo di malattia presente (diagnosi) che sulla sua progressione (prognosi).  

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Ricerca: anche all’Italia serve un’Agenzia

L’Italia è l’unico Paese europeo che non ha ancora un’agenzia deputata a distribuire in maniera competitiva e meritocratica i fondi pubblici a sostegno della ricerca. Fino a poco tempo fa, l’Italia condivideva questo non invidiabile primato con la Spagna, dove però l’Agenzia della ricerca è già in fase di attuazione, con inizio delle attività previsto nel 2017.

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Piano Nazionale per la ricerca 2015-2020: priorità al capitale umano, disattenzione sulla ricerca di base

Nel nuovo PNR coesistono novità interessanti e punti molto discutibili. Nuova è promettente è la decisione di focalizzare le risorse su alcuni ambiti prioritari, così come la messa in campo di nuovi strumenti per l’arruolamento di nuovi ricercatori e di meccanismi premiali per le eccellenze della ricerca. Del tutto deludente, invece, l’aver fortemente privilegiato la ricerca applicata, in linea con la nuova filosofia dei programmi di finanziamento europeo, a scapito della ricerca di base, a cui le 93 pagine del PNR dedicano solo un omaggio retorico ma privo di sostanza.

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