fbpx MISSION: chi siamo | Scienza in rete

MISSION: chi siamo

Primary tabs

Read time: 1 min

Il progetto MISSION è realizzato dai seguenti enti:

Ente capofila

  • Liceo Filzi, Rovereto. Trento. [link]

Enti partecipanti

  • IIS Ricci Macerata [link
  • Zadig srl. Milano [link
  • MUSE. Museo delle Scienze di Trento [link]

Scuole che partecipano alla sperimentazione

  • Scuola media Caiatino, Caiazzo, CE
  • Scuola primaria "primo circolo" Istituto Comprensivo 1 Novi Ligure (AL)
  • Scuola secondaria Ottolini (Rescaldina) Monza (MI)
  • Scuola media Istituto Comprensivo "de Magistris", Caldarola (MC)
  • Scuola primaria Via Le Grazie, Istituto Comprensivo "Badaloni", Recanati (MC)

Il progetto è realizzato con i fondi del Bando MIUR della divulgazione scientifica (codice bando) e prevede la collaborazione di insegnanti appartenenti a 12 scuole distribuite su tutto il territorio nazionale.


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Regime shift: quando i sistemi naturali perdono equilibrio

elaborazione grafica della rappresentazione di AMOC

L’immissione di grandi quantità di acqua dolce negli oceani può spingere l’AMOC verso un potenziale regime shift, alterando uno dei principali motori climatici del pianeta. Un nuovo studio mostra perché questa circolazione è vulnerabile e quali segnali indicano un possibile punto di non ritorno: ne parliamo con Riccardo Farneti, ricercatore all’ICTP di Trieste.

Immagine di copertina: elaborazione grafica della mappa topografica dei mari del Nord e dei bacini subpolari con le correnti di superficie e di profondità. Crediti: R. Curry, Woods Hole Oceanographic Institution/Science/USGCRP, licenza: CC BY 3.0

Un recente studio pubblicato su Earth System Dynamics da Marcel Boot e Henk Dijkstra mostra come l’immissione di acqua dolce negli oceani Indiano e Atlantico possa alterare la Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC). È una dinamica che rappresenta un potenziale regime shift: un rapido passaggio da uno stato climatico stabile a uno nuovo, più povero e incerto. Ne parliamo Riccardo Farneti, ricercatore all’ICTP di Trieste ed esperto di modellistica oceanica.