Covid-19/

Eduardo Oliver

Nato a Murcia (1981), ha studiato Farmacia e ha completato il mio dottorato di ricerca in Farmacologia all'Università di Valencia (Spagna). Ho sviluppato la mia carriera in istituzioni internazionali come l'Università di Rouen-Haute in Normandia (Francia), l'Università di Glasgow e l'Imperial College di Londra (Regno Unito). Attualmente, è un Senior Research Fellow del programma Talent Attraction della Comunità di Madrid presso il Centro Nazionale Spagnolo per la Ricerca Cardiovascolare (CNIC). Inoltre, è docente esterno del Master in Ricerca e Uso Razionale dei Medicinali dell'Università di Valencia.
La sua attuale linea di ricerca si concentra sulla ricerca di nuovi obiettivi terapeutici e strategie contro le malattie cardiovascolari. In particolare, è interessato a capire meglio come i farmaci mirati al sistema beta-adrenergico agiscono a livello cellulare e molecolare, e le sue conseguenze fisiopatologiche in modelli di infarto miocardico, scompenso cardiaco e ipertensione polmonare, con lo scopo finale di progettare nuove strategie terapeutiche.
Durante il suo mandato nel Regno Unito, ha svolto un ruolo importante nella fondazione e nello sviluppo della Society of Spanish Researchers del Regno Unito (SRUK/CERU), nella quale ha ricoperto varie responsabilità, diventando presidente (2015-16) e ora ambasciatore in Spagna dal 2017. Inoltre, è stato promotore e presidente del comitato dei Giovani Farmacologi della Società Spagnola di Farmacologia (2010-15). È membro del DECIDES Committee on Scientific Policy of COSCE dal 2016. È promotore ed ex Segretario Generale della Rete dei Ricercatori Spagnoli all'Estero (RAICEX) fondata nel 2018. Infine, dal 2018 coordina con altri ricercatori l'iniziativa cittadina #CienciaenelParlamento.

La consulenza scientifica alla prova di Covid-19: il caso spagnolo

Con l’emergenza Covid-19, in Spagna (come in Italia) ci si rende nuovamente conto di quanto sia importante una forma di consulenza scientifica indipendente come base dell’agire politico. Consapevolezza, tuttavia, già presente dal 2018, quando alla Camera dei Deputati spagnola passò all’unanimità una mozione che impegnava l’istituzione di un ufficio permanente. Ufficio che avrebbe svolto un ruolo analogo all’omologo britannico Parlamentary Office on Science and Tecnology. Purtroppo, l’instabilità politica spagnola ha rallentato e arenato il progetto che, anche alla luce del ruolo della scienza nella gestione politica della pandemia, resta più che mai vitale.

Articolo originale sulla consulenza scientifica in Spagna in Evidence&Policy Blog a questo link (traduzione: Jacopo Mengarelli, supervisione: Alessandro Allegra). Immagine: Congreso de los Diputados; licenza: CC BY 2.0; attribuzione: Luis Javier Modino Martínez.

I dati dell'Eurobarometro (2014) sulla percezione pubblica della scienza, della ricerca e dell'innovazione hanno rivelato che la popolazione spagnola ha grandi aspettative circa il ruolo che lo sviluppo scientifico e tecnologico può svolgere nel migliorare le politiche pubbliche fondamentali (ad esempio: sanità e assistenza medica, istruzione e competenze, trasporti e infrastrutture).