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Lorenzo Moja

Ricopre il ruolo di Scientist presso il Segratariato della Lista dei Farmaci Essenziali presso l’Organizazzione Mondiale della Sanità. È professore associato di Igiene Generale e Applicata all’Università Statale di Milano. Ha partecipato allo sviluppo di revisioni sistematiche, meta-analisi, e trial clinici randomizzati su molti interventi sanitari, facilitando il trasferimento dei risultati dal mondo della ricerca a quello della pratica clinica e delle politiche sanitarie. Ha partecipato anche a una ridefinizione delle funzioni della governance del farmaco a livello globale per individuare precocemente i trattamenti che offrono importanti benefici alle popolazioni, e facilitarne l’accesso nei paesi a basse risorse. Fa parte dell’Access to COVID-19 Tools (ACT) Accelerator. È tra i pochissimi a aver vinto due Ricerche Finalizzate Giovani Ricercatori del Ministero della Salute. Ha studiato Medicina all’Università degli Studi di Milano, dove si è specializzato in Igiene e Medicina Preventiva. Ha ottenuto un dottorato presso la Open University, UK.
Su Twitter è @lorenzomoja 

L’inquietudine dei dottorandi al tempo di Covid-19

La pandemia ha interrotto molte attività, e mentre le scuole (con l'eccezione delle superiori) hanno dovuto affrontare un intervallo relativamente breve, le università hanno subito chiusure particolarmente pervasive. I dottorandi sono tra quelli a maggiore rischio di vedere alterata, spesso in modo peggiorativo, la propria carriera professionale. Cosa può fare l'università per superare le difficoltà?

Crediti immagine: ElasticComputeFarm/Pixabay

La pandemia di Covid-19 ha bruscamente interrotto molte delle attività formative in tutto il mondo. Mentre le scuole materne, primarie e secondarie di primo grado hanno avuto interruzioni relativamente brevi, il sistema scolastico superiore e le università hanno subito il lockdown in modo pervasivo, pagando un prezzo particolarmente alto. Se da un lato politiche restrittive sono necessarie a mitigare la pandemia, la velocità con cui queste sono state attivate e la loro assolutezza hanno avuto conseguenze sul percorso di studio di molti, con conseguenze sia sul morale sia sulle finanze.

Medico e ricercatore: come bruciare i due lati della candela, senza scottarsi

I nuovi farmaci e le tecnologie a supporto della diagnosi e cura sono senza dubbio uno dei frutti più tangibili e attrattivi del processo di ricerca in medicina. La prospettiva di contribuire al progresso delle cure, e il fatto che nella ricerca clinica si concentrino ingenti risorse (ovvero posti di lavoro), sono tra i principali fattori che spingono gli scienziati non medici a lanciarsi nell’arena della ricerca applicata.

Avastin e Lucentis: i risultati della revisione Cochrane

Non è la prima volta che mi capita di cercare di capire qualcosa di più degli effetti collaterali di un farmaco. Normalmente mi succede di confrontare le differenze tra un farmaco e il placebo, cioè tra il numero di effetti collaterali presenti nei pazienti trattati con il farmaco e quello del gruppo che prende il placebo, la pillola zuccherina.