Covid-19/

Antonello Ciccozzi

Antonello Ciccozzi è professore associato di Antropologia culturale presso Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi dell’Aquila. Ha svolto ricerche etnografiche nell’appennino rurale, in contesti di marginalità giovanile urbana, in ambito emergenziale post-sismico, in luoghi di lavoro precario dei migranti. S’interessa dei processi di rappresentazione sociale della diversità culturale, di causalità culturale in ambito giuridico, di antropologia del rischio, dell’abitare, delle istituzioni, della scienza, delle migrazioni.

Aritmetica, cultura e pedagogia del distanziamento sociale

Nella fase di uscita dal lockdown, la regola elementare del "metro di distanza" non sarà più sufficiente: finora ha funzionato perché inserita in un contesto di assenza di relazioni, ma bisogna ricordare che il metro di distanza non è un valore costante, bensì proporzionale a una serie di fattori, primo tra tutti il numero di persone presenti

Non si potrà stare per sempre chiusi in casa: prima di approdare a cure efficaci e prima della sperata eventualità risolutiva di un vaccino realmente efficace (ossia che consenta una copertura effettiva, che serva più alle popolazioni che all'industria farmaceutica), la stagione di convivenza che l’umanità intera dovrà intrattenere con il Covid-19 comporterà la necessità di transitare da politiche, protocolli e pratiche di isolamento domestico a quelli di distanziamento sociale.

Coronavirus e rassicurazionismo

Ora che si intravede il raggiungimento del picco dei casi di Covid-19 e quindi a breve l’inizio della discesa, si comincia  a giocare una partita importantissima, dove la diminuzione dei contagi e lo stress da clausura domestica indurrà la gente a allentare le precauzioni, generando proteste e una ripresa del contagio. Come accaduto nel primo mese dell’epidemia, anche ora è quanto mai importante una comunicazione responsabile da parte di autorità e media.