Le notizie di scienza della settimana #103

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La NASA ha annunciato che aprirà la stazione spaziale internazionale a compagnie private che vogliano sviluppare una "low earth orbit economy" e che necessitino di un ambiente a gravità zero per i loro affari. Il tariffario prevede un costo tra gli 11 000 e i 23 000 dollari al giorno. Nell'immagine: la Stazione Spaziale Internazionale il 4 ottobre 2018. Credit: NASA / Roscosmos. Licenza: CC BY-NC-ND 2.0

Le restrizioni su Huawei 

Russell T. Vought, vice direttore dell'Ufficio per la gestione del bilancio USA, chiede di rimandare una parte del bando contro la cinese Huawei. La misura che Vought intenderebbe ritardare è quella che riguarda le agenzie governative e le compagnie private che ricevono finanziamenti dal governo federale e che gli impedirebbe di fare affari con Huawei e le società che impiegano i loro dispositivi. Il motivo è che le compagnie americane subirebbero delle perdite troppo pesanti se il bando cominciasse fra due anni come previsto [The New York Times; Cecilia Kang]

La misura che riguarda le agenzie governative è solo una delle azioni intraprese dal governo di Donald Trump contro il colosso delle telecomunicazioni cinese Huawei.

A metà maggio Huawei è stata inclusa nella entity list, una lista nera che contiene le compagnie straniere che non possono acquistare parti e componenti dagli USA senza l'approvazione del Governo. Come conseguenza: Google ha annunciato di voler impedire a Huawei di utilizzare il sistema operativo Android sui suoi nuovi smartphone, una serie di produttori di chip per computer, come Intel, Qualcomm, Xilinx, Broadcom e ARM, hanno dichiarato di non voler più vendere i loro prodotti a Huawei [MIT Technology Review; Will Knight]

Ma il bando di Donald Trump contro Huaewi potrebbe essere controproducente. In particolare l'impossibilità di utilizzare i sistemi Android e dunque le applicazioni Google come Gmail e Google Maps, potrebbe inizialmente deprimere le vendite degli smartphone Huawei, ma in un secondo momento l'azienda cinese potrebbe decidere di sviluppare un sistema alternativo a quello di Google e minacciare la sua supremazia [Financial Times; Michael Jacobides]

Huawei è al centro della nuova guerra fredda tra USA e Cina a causa della nuova generazione di connessioni wireless 5G. Il governo USA accusa Huawei di spionaggio industriale e di avere legami con il governo cinese per cui svolgerebbe attività di sorveglianza, ma il conflitto è dovuto principalmente ai timori che la compagnia cinese controlli la maggioranza dell'infrastruttura 5G, togliendo spazio alle società occidentali. La rete 5G connetterà un numero di dispositivi incredibilmente grande e i rischi per la sicurezza dei dati e degli attuali sistemi di crittografia sono concreti [MIT Technology Review; Will Knight]

Parlare del cambiamento climatico

I presentatori delle rubriche meteorologiche hanno un ruolo fondamentale nel comunicare il cambiamento climatico. Testimoni diretti dei fenomeni estremi sempre più frequenti, i presentatori dedicano sempre più spazio ai cambiamenti climatici all'interno dei loro bollettini. Dal 27 al 31 maggio si sono riuniti a Parigi in occasione dell'International Weather and Climate Forum [Le Monde; Valentine Graveleau]

Il Guardian cambia le sue convezioni redazionali: "crisi climatica" invece di "cambiamento climatico". La decisione del giornale britannico arriva pochi giorni dopo che il Parlamento ha dichiarato lo stato di emergenza climatica ed è motivato dalle ormai consolidate prove scientifiche che attestano come l'umanità si stia muovendo verso una vera e propria catastrofe. Il rapporto dell'IPCC a ottobre del 2018 ha affermato che abbiamo solo una dozzina di anni per evitare di causare danni irreparabili; a maggio un rapporto delle Nazioni Unite ha documentato la distruzione degli ecosistemi su cui è basata la vita sulla Terra. Anche la BBC ha ammesso di aver coperto in maniera sbagliata il tema del cambiamento climatico [The Guardian; Damian Carrington]

Cambiamento climatico o crisi climatica? Per coinvolgere le persone, i media dovrebbero parlare più spesso delle soluzioni. Un linguaggio che punta a instillare paura potrebbe generare l'effetto opposto a quello desiderato e causare indifferenza, apatia e senso di impotenza. Se la paura deve servire a motivare le persone, gli studi mostrano che è necessario che vengano presentate anche delle soluzioni per permettere alle persone di agire [The Conversation; Dimitrinka Atanasova e Kjersti Fløttum]

Ricerca e società

Stretta nella regolamentazione delle compagnie tecnologiche negli USA. Amazon, Apple, Facebook, Google sono nel mirino di diverse istituzioni statunitensi, tra cui la Federal Trade Commission, il Dipartimento di Giustizia e il Congresso. Su spinta di alcuni politici del partito democratico, questi organismi stanno indagando per capire se le compagnie hanno troppo potere e in caso affermativo quali interventi potrebbero essere risolutivi. Apple e Google sono accusati di riservare un trattamento di favore ai loro prodotti sulle loro piattaforme di vendita (Amazon Marketplace) e di ricerca (Google), mentre Facebook è accusata di violare la privacy dei suoi utenti combinando i dati raccolti dalle applicazioni WhatsApp e Instagram. La soluzione proposta dalla democratica Elizabeth Warren è quella di spezzettare queste società, costringendo ad esempio Amazon a vendere le componenti di produzione come Whole Foods, e Google applicazioni come Waze, per diventare esclusivamente delle piattaforme (se sono delle piattaforme non possono usare le piattaforme per vendere dei loro prodotti). Per Facebook questa strategia prevederebbe la vendita di WhatsApp e Instagram. Ma alcuni esperti non sono convinti che questo risolverà il problema e suggeriscono di obbligare queste compagnie a condividere i loro dati [MIT Technology Review; Angela Chen]

Il piano di transizione all'Open Access lanciato da 19 organi di finanziamento della ricerca europea partirà solo nel 2021 per dare tempo alla comunità di adattarsi. Dopo una consultazione pubblica che ha coinvolto ricercatori, biblioteche ed editori scientifici, i fondatori del Plan S hanno deciso di modificare il loro piano di transizione all'Open Access lanciato a settembre scorso. Tra le modifiche: la rimozione del limite massimo alle article processing charge per pubblicare in Open Access e il rinvio della transizione al 2021 [Nature; Holly Else]

Apre il primo archivio aperto di preprint clinici. Si chiama medRxiv e ha iniziato a raccogliere i primi articoli, che saranno pubblicati a fine mese. Ispirato dall'arXiv, dove i fisici condividono i loro lavori prima del processo di peer review da ormai decenni, e bioRxiv che invece raccoglie i preprint di area biologica dal 2013, questo nuovo archivio sottoporrà gli articoli a un minimo processo di screening (dichiarare di avere ottenuto parere positivo dal comitato etico, di aver registrato lo studio clinico e di avere il consenso dei pazienti), e sottolineerà che si tratta solo di risultati preliminari per scoraggiare i medici dall'adottare pratiche e i pazienti dall'intraprendere cure che non sono state ancora sottoposte al vaglio della peer review [Science; Jocelyn Kaiser]

La settimana di Scienza in rete

Dovere di accoglienza. Rifiutare l'approdo in un porto a una nave che ha salvato persone in mare è un reato. Anche respingere i richiedenti asilo è reato. E l'immunità, richiesta con successo dal ministro dell'interno per la vicenda della nave Diciotti, non dovrebbe essere data. Questo, almeno, secondo il diritto internazionale [Scienza in rete; Simonetta Pagliani]

Alla scoperta dell'ultimo orizzonte. L'orizzonte, per gli astronomi, non è più quello geografico degli esploratori, ma diventa il simbolo delle sfide che devono affrontare, nel continuo sforzo di spiegare l’origine, l’evoluzione e la struttura generale di ciò che chiamiamo Universo. Ed è alla scoperta de “L'ultimo orizzonte” che conduce l'ultimo libro di Amadeo Balbi, professore associato di astronomia e astrofisica. La recensione di Claudio Elidoro [Scienza in rete; Claudio Elidoro]

La crisi delle humanities. Le humanities, le discipline umanistiche quali letteratura, filosofia, storia, storia dell’arte, semiotica, arti visive e performative, sono in crisi nei Paesi occidentali. Le immatricolazioni universitarie a questi corsi sono calate o precipitate. Ma a cosa si deve questo declino? E soprattutto, ha ancora senso finanziare e studiare le humanities? [Scienza in rete; Gilberto Corbellini]

Una dieta per l'Antropocene. Un recente rapporto firmato da un gruppo indipendente di scienziati e pubblicato su The Lancet analizza la “dieta per l'Antropocene”, usando il modello dei nove confini planetari per stabilire l’impatto sull’ambiente della produzione di cibo. L'insieme delle loro conclusioni fornisce indicazioni che consentono molta flessibilità nelle raccomandazioni dietetiche e che, stimano gli autori, se seguite potrebbero evitare 11 milioni di morti all’anno da malattie legate all’alimentazione entro il 2050. [Scienza in rete; Paolo Vineis, Roberto Cingolani, Luca Carra]

Sissa, la fisica è ricerca e didattica. In attesa di Esof 2020 e per dare visibilità alle tre aree della SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati che vi prenderanno parte, dopo il primo articolo dedicato alle neuroscienze, è ora la volta della fisica. Una disciplina che dal secondo dopoguerra a oggi non solo ha portato alto il nome di Trieste nel mondo, ma ha anche dato vita a una fitta rete di scambi e collaborazioni internazionali [Scienza in rete; Silvia d'Autilia]

Sigarette, e-cig e riscaldatori di tabacco: un dibattito sugli effetti ancora fumoso. La dipendenza dal fumo è ancora uno dei problemi di salute globale più urgenti del nostro tempo, con i tratti di una vera e propria epidemia. Le grandi compagnie di tabacco hanno cercato alternative alle sigarette tradizionali, aprendo la strada al mondo in continua espansione della sigaretta elettronica e alle soluzioni ibride tra e-cig e sigarette tradizionali. Ma quali sono i rischi di questi prodotti? Ed è vero che fumare poco fa meno male? L'intervista a Roberto Boffi, responsabile S.S.D. Pneumologia presso l'Istituto Nazionale dei Tumori [Scienza in rete; Elena D'Alessandro]

In breve

Le persone con due copie del gene CCR5 disattivate hanno una probabilità di morire prima dei 76 anni del 21% maggiore rispetto a chi ha almeno una copia funzionante. Lo attesta uno studio condotto a Berkeley sui dati genetici di oltre 400 000 persone raccolti dallo UK Biobank Research Project [Nature]

Contenere il riscaldamento globale entro il 2100 al di sotto di 1,5°C invece di raggiungere i 2°C, i due obiettivi dall'accordo di Parigi, potrebbe salvare migliaia di vite negli Stati Uniti [The New York Times]

Da maggio la febbre di dengue è tornata a colpire la Costa d'Avorio. Per contrastarla le autorità sanitarie stanno conducendo delle azioni di controllo sulle zanzare e di sensibilizzazione della popolazione della capitale Abidjan, dove sono stati registrati la maggior parte dei casi [Sciences et Avenir]

Il meccanismo delle compensazioni per le emissioni di anidride carbonica sembra ormai una strategia efficace per raggiungere la carbon neutrality. Può essere sfruttato anche per ottenere la plastic neutrality? [Le Monde]

La compagnia di Google Deep Mind ha progettato un software capace di battere gli esseri umani più allenati in un videogioco multiplayer chiamato Quake III Arena [The New York Times]

 

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L'uso dei bot nel dibattito sui migranti

Crediti: geralt/Pixabay. Licenza: Pixabay License

I social media sono oggi il canale privilegiato per la diffusione di informazioni e gli account automatizzati, noti anche come social bot, o semplicemente bot, contribuiscono sempre di più a questo processo. Utilizzando Twitter come punto di riferimento, abbiamo analizzato il traffico scambiato, nell'arco di un mese di osservazione, sul tema del flusso migratorio dal Nord Africa all'Italia. L’analisi evidenzia come proprio i bot giochino un ruolo importante nello scambio di contenuti significativi: nodi cosiddetti hub (cioè in prima approssimazione gli account con più connessioni uscenti) hanno tra i loro follower un alto numero di bot. Inoltre, è emerso che alcuni degli hub, ai quali può essere assegnata la stessa tendenza politica, condividono diversi bot come follower: gli hub e le loro squadre di bot si uniscono per aumentare la visibilità e l’impatto dei loro messaggi