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Ecco su cosa lavorerà l'agenzia

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Prima di tutto vorrei ringraziare Scienzainrete e il Gruppo 2003 per l'attenzione alla nostra Agenzia e per il riconoscimento all'importante ruolo che avrà nella strategia di sviluppo delle università e degli enti di ricerca, una strategia dove la valutazione ricoprirà necessariamente un ruolo centrale.

Vi chiedo un po' di pazienza per avere risposte alle vostre domande, tutte molto importanti e alle quali vorrei rispondere dopo che il Consiglio Direttivo ha messo a fuoco il suo programma. Siamo già al lavoro su varie questioni che hanno una grande priorità.

In linea generale, tuttavia, posso già affermare che l'ANVUR cercherà di assolvere ai suoi compiti di:

  1. valutazione delle Università e degli enti di ricerca per quanto riguarda, formazione, ricerca, trasferimento di conoscenza ed efficienza gestionale, fatta nel modo più sistemico possibile
  2. ricerca sui modeli di valutazione
  3. internazionalizzazione sia come parametro di valutazione che come confronto con le altre agenzie di valutazione internazionali
  4. accompagnamento dei regolamenti attuativi della riforma universitaria.

Stiamo attualmente lavorando per far ripartire il processo di valutazione della ricerca che vogliamo estendere fino al 2010. E quindi sul nuovo VQR e sui panel di valutazione. Contiamo di uscire al più presto con il bando per la presentazione dei prodotti della ricerca.

Per gli aspetti più specificatamente organizzativi, ci stiamo attrezzando, ma siamo solo agli inizi e, come dicevo, chiedo un po' di pazienza per avere risposte adeguate.Vorremmo anche al più presto organizzare degli incontri con i gruppi che si sono interessati e si stanno interessando alla valutazione.


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Anche i terremoti piccoli sono importanti

strada con grossa crepa dovuta a terremoto in california

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni.

Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.