fbpx La battaglia del biologo furioso | Scienza in rete

La battaglia del biologo furioso

Primary tabs

Tempo di lettura: 3 mins

Dopo il secolo della chimica (l’Ottocento) e quello della fisica (il Novecento) il nostro è il secolo delle scienze della vita: medicina rigenerativa, biologia sintetica, biotecnologie agroalimentari, bioingegneria (sempre che l'exploit dei neutrini non rilanci alla grande la fisica...). Oggi, più di ieri, è importante conoscere il linguaggio delle scienze per comprendere la realtà che ci circonda. In un libro intelligente e preciso, Il biologo furioso, Carlo Alberti Redi spiega le sfide della biologia contemporanea e si confronta con le riflessioni etiche e filosofiche legate alle nuove sperimentazioni. L’obiettivo del libro è quello di creare una cittadinanza in cui la conoscenza scientifica sia chiara e condivisa. Ma non solo. C’è anche quello di trasmettete la scienza ai giornalisti, ai politici e ai cittadini in modo che le scelte politiche, economiche ed etiche in futuro siano più consapevoli. Perché “non è lo scienziato a creare danni: è il modo di usufruire delle conoscenze che è pericoloso se svincolato da scelte politiche e morali”. Tanto più oggi, tanto più in Italia, dove la conoscenza scientifica viene considerata inutile, si assiste a continui tagli ai finanziamenti alla ricerca e alla fuga di cervelli all’estero, e le decisioni politiche riguardo a temi importanti, quali inizio e fine vita, staminali e rigenerazione, vengono prese senza le adeguate conoscenze.

In ogni capitolo sono affrontati i temi più attuali della biologia, spiegando in modo comprensibile ma rigorosamente scientifico le scoperte, le criticità, le possibili applicazioni. Si parla di cellule staminali, di vita artificiale, di OGM, di clonazione. Alcuni capitoli sono dedicati in modo specifico a spiegare alcune questioni calde. È il caso ad esempio dell’uso delle staminali embrionali nella ricerca, in cui si spiega che ad oggi questo modello di studio è necessario per lo sviluppo di nuove terapie mediche. Vietare la ricerca in tal senso vuol dire limitare le nostre conoscenze su malattie e possibili cure in un contesto culturale in cui si parte dall’equivoco molto diffuso che parlare di cellule staminali embrionali equivalga a parlare di embrione (come sembra emergere anche nella recente decisione UE di vietare i farmaci basati su staminali embrionali). Analogamente, si discute dell’importanza dell’impiego degli OGM in ambito agroalimentare e ambientale e si spiega come di fatto gli OGM siano utilizzati in ambito biomedico da almeno vent’anni, ad esempio per la produzione di insulina e somatostatina.

Il libro nasce dall’esperienza del corso di giornalismo scientifico Open Lab che lo stesso Redi, in collaborazione con la giornalista Gianna Milano e il magistrato Amedeo Santosuosso ha tenuto presso l’Università degli studi di Pavia. Nel libro si discute di scienza, etica, diritto, politica ed economia, e di come dovrebbe essere un paese moderno in cui la scienza è alla base di ogni decisione politica e in cui la conoscenza scientifica è riconosciuta per ciò che è: un valore fondante della società contemporanea. Carlo Alberto Redi è docente di zoologia presso l’Università di Pavia, è socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, è stato membro della commissione nazionale di studio sull’utilizzazione delle cellule staminali ed è membro del comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita.


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.