Il prossimo 30 settembre sarà inaugurato il Sardinia Radio Telescope alla presenza del Ministro dell'Istruzione della Ricerca e dell'Università, maria Chiara Carrozza. Si tratta di un radiotelescopio con specchio primario del diametro di 64 m, di concezione moderna, versatile, con diverse posizioni focali, e con una copertura di frequenza da 0,3 a 100 GHz. È il più grande in Europa il secondo al mondo. L'impianto, disegnato per applicazioni di Radioastronomia, Geodinamica e Scienze Spaziali, è stato finanziato principalmente dal MIUR, dall'Agenzia Spaziale Italiana e dalla Regione Autonoma della Sardegna. Il progetto SRT si inquadra in un ampio programma di sviluppo scientifico, tecnologico e di alta formazione in Sardegna e si configura come una facility internazionale di altissimo profilo. Oltre a studiare le sorgenti radio dell'Universo, il Sardinia Radio Telescope è stato pensato anche per operare quale stazione ricevente di Terra per le sonde interplanetarie e vi sono trattive già in corso con NASA e ESA da parte dell'Agenzia Spaziale Italiana. Infatti grazie alla sua parabola a grande diametro rappresenta lo strumento ideale per essere inserito nel Deep Space Telescope L'impianto, costato 70 milioni di euro, rappresenta un fiore all'occhiello dell'astronomia italiana e conferma l'avanguardia tecnologica e scientifica del nostro paese nell'ambito della radioastronomia
Si inaugura il Sardinia Radio Telescope
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Ora tocca a Cuba

Il presidente degli Stati Uniti ha già annunciato che il suo prossimo obiettivo sarà Cuba, in un modo o in un altro. L’isola, comunque subisce da 64 anni un embargo feroce che impatta in maniera drammatica sulla salute dei suoi abitanti. L’inasprimento degli ultimi tempi rende difficile mantenere anche quelle capacità di produrre farmaci e vaccini che finora hanno consentito il diritto alla salute. Fino a quando?
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C’è un’emergenza in corso; dura da tempo e quindi la situazione è gravissima e incerta e c’è sempre qualcuno che cerca di trarne vantaggio, anche in modo indebito. È quanto sta avvenendo a Cuba a opera dei sempre più aggressivi e arroganti Stati Uniti d’America («Sì, prendere Cuba in qualche modo: prenderla o liberarla, penso che posso farci qualunque cosa voglio», ha detto Trump).