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Ispra presenta il rapporto rifiuti 2013

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Quanti rifiuti produciamo? Che fine fanno, e a che prezzo? L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha presentato lo scorso 19 giugno il "Rapporto rifiuti urbani 2013", il documento, realizzato in collaborazione con le Agenzia Arpa, che mette insieme e rende disponibili al pubblico tutte le informazioni e lo stato dell'arte del ciclo di produzione, raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Il rapporto è il risultato dell'analisi dei dati relativi al biennio 2011-2012, a livello nazionale e per area regionale nel contesto europeo. Le statistiche coprono sia gli aspetti più tecnici e quantitativi che l'aspetto economico di tutta la gestione rifiuti.

In Italia cala la quantità di rifiuti prodotti, innanzitutto: -3,4% (11 milioni di tonnellate) nel 2011, che arriva fino a un -7,7% nel 2012 (pari a una riduzione di 2,5 milioni di tonnellate, 32 kg in meno di rifiuti a testa I maggiori produttori di rifiuti sono gli Emiliani e i Romagnoli (con 637 kg di rifiuti pro capite), mentre i lucani detengono il record al ribasso (meno di 400 kg per abitante) Una riduzione drastica che è il segno della crisi economica e del conseguente calo dei consumi, secondo la maggior parte degli osservatori. Le differenze Nord-Sud si registrano anche per la fase di raccolta e smaltimento: la raccolta differenziata cresce di due punti nel 2012 (39.9%), ma grazie principalmente al contributo delle regioni settentrionali (oltre il 52%), a fronte del 33 e 26% del Centro e del Sud. Questo nei confini nazionali. C'è ancora una parte consistente di rifiuti, infatti, che viene esportata, circa 311 mila tonnellate, la quasi totalità di rifiuti non pericolosi. Austria, Ungheria, Cina e Germania le destinazioni principali. Insieme ai rifiuti che partono, ci sono quelli che arrivano: 261mila tonnellate, di cui, però, solo 40mila (meno di un quinto) sono rifiuto non pericolosi. Francia e Svizzera i paesi di origine.

Per 1 kg di rifiuti si spendono, mediamente, o.29 centesimi di euro; i proventi della Tarsu e della tariffa sui rifiuti hanno coperto i costi dei servizi per il 94 % nel 2011 (nel 2001 era dell' 89%), ma con una spesa pro-capite di 154 euro all'anno, +4.5 rispetto al 2010 (144 euro al Nord, 196 al centro, 152 al Sud). Diminuiscono i rifiuti, ma aumentano le spese, quindi.

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