fbpx Il mini-cervello in 3D fatto di staminali | Page 21 | Scienza in rete

Il mini-cervello in 3D fatto di staminali

Read time: 2 mins

Un cervello in miniatura costruito a partire cellule staminali umane pluripotenti: è il risultato di una ricerca, pubblicata su Nature frutto di una collaborazione internazionale condotta dall'Istituto di Biotecnologie molecolari dell'Accademia austriaca delle Scienze, l'Università di Londra, Edimburgo e l'Istituto Britannico Sanger. Si tratta del primo vero modello in 3D di cervello umano che, seppure di soli quattro millimetri di grandezza, riesce a sintetizzare l'organizzazione interna dei tessuti cerebrali e potrà essere usato come riferimento per studiare le malattie neurologiche umane, superando i limiti imposti dai modelli animali usati finora.

Il team guidato da Juergen Knoblich ha utilizzato sia cellule staminali embrionali che cellule adulte riprogrammate (le Ips, ovvero Cellule Staminali Pluripotenti Indotte). In un ambiente favorevole al loro sviluppo in laboratorio, secondo lo studio i tessuti formati da queste cellule hanno mostrato un'organizzazione simile a quella del cervello umano. Non si tratta, quindi, di un vero e proprio cervello - che ha una complessità, forma e dimensioni ancora lontane da quanto ottenuto dai ricercatori - ma di uno strumento in grado di monitorare il processo di crescita e sviluppo dei tessuti cerebrali umani. Allo stadio attuale, inoltre, è già possibile studiare alcuni disordini neurologici (come la microcefalia, in cui le dimensioni del cervello sono marcatamente ridotte) difficili da descrivere altrimenti in modo completo, dal momento che nei modelli animali seguono evoluzioni differenti.

Crescita durante le fasi embrionali e meccanismi di attivazione delle malattie sembrano però essere gli unici obiettivi su cui potersi concentrare, anche in prospettiva futura. La tecnica usata dai ricercatori, del resto, non consente per ora di andare oltre queste dimensioni del modello, che non potrà così facilmente diventare 'pensante'.

Autori: 
Sezioni: 
Staminali

prossimo articolo

Hamnet, dove il dolore diventa immortale

Lo strazio di una madre e il senso di colpa di un padre che non era presente, la terribile disgrazia che ha colpito la vita di William Shakespeare e di sua moglie Anne Hathaway, la morte del figlio undicenne diventa un’opera così ben narrata da risultare il miglior film drammatico ai Golden Globe 2026.

In copertina: screenshot dal traile di "Hamnet. Nel nome del figlio"

Steven Spielberg, produttore con Sam Mendes di Hamnet, ha deciso sin dall’inizio di proporne (anche insistendo) la direzione a Chloé Zhao, la regista di origine cinese che è diventata la prima e unica donna non bianca a vincere il premio alla miglior regia con Nomadland, per il suo approccio olistico, per il suo dirigere emotivo ed emozionale: una regista dei sentimenti.