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Valutare o perire

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La ricerca in Italia in generale, e quella che si elabora nelle università in particolare, è al centro ogni giorno di molti dibattiti. La questione, solo in apparenza settoriale, interessa il futuro culturale ed economico del nostro Paese, come spia di processi e trend che potrebbero addirittura toccare il nostro modo di vivere e intendere l’esistenza.
Si può misurare il sapere? Come si conciliano mercato e conoscenza? Il sapere coltivato nelle università è indipendente, o dipendente da qualche potere?
Queste sono solo alcune delle tematiche al centro della tavola rotonda Valutare o perire. L'università sul mercato che la Fondazione Internazionale Nova Spes in collaborazione con l'Istituto Luigi Sturzo ha organizzato il 10 luglio alle ore 17,00 presso Palazzo Baldassini a Roma.

All’incontro parteciperanno Giovanni Abramo, Andrea Bonaccorsi, Alessandro Figà, Pierluigi Valenza.

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Tavola Rotonda

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La riforma della violenza sessuale approvata dal Senato segna una frattura profonda, giuridica e culturale. La scelta di abbandonare il modello fondato sul consenso è infatti in contrasto con la Convenzione di Istanbul e con l’evoluzione della giurisprudenza italiana: si torna a un impianto basato sul dissenso e sulla «volontà contraria». Questa è una decisione che riapre il dibattito sull’autodeterminazione dei corpi, sul carico della prova nei processi e sul rischio di vittimizzazione secondaria.

La modifica proposta dalla maggioranza in Senato in materia di violenza sessuale sta dividendo l’opinione pubblica. Sullo sfondo di questa spaccatura c’è la codifica, nell’immaginario collettivo, di cosa sia uno stupro. Da decenni i movimenti si sono battuti per un cambio di paradigma interpretativo.