fbpx Pronto il vaccino universale | Page 23 | Scienza in rete

Pronto il vaccino universale

Read time: 2 mins

Secondo un recente studio pubblicato su Nature, Gary Nabel del National Institute of Allergy and in Infectious Diseases (NIAID) ha messo a punto un nuovo vaccino in grado di neutralizzare diversi tipi di ceppi influenzali. Il vaccino è pronto per il commercio dato che ha superato brillantemente i trials sugli animali.

Il vaccino è stato realizzato interamente attraverso tecnologie di genomica ricombinate, rendendolo così più sicuro e di più rapida realizzazione rispetto ai vaccini tradizionali. Le case farmaceutiche crescono, di solito, gli agenti patogeni in uova di gallina, come punto di inizio, per prelevare i campioni con i quali creare il ceppo antivirale specifico. Non si tratta di un processo molto veloce e che nel migliore dei casi necessita di settimane per la messa a punto.

L’équipe di Nabel attraverso la fusione di una proteina virale immunogenica alla ferritina, ha creato delle nanoparticelle con otto spikes virali. Nei test effettuati sui furetti, il vaccino risulta più potente rispetto a quelli che attualmente si trovano in commercio. I vaccini standard perdono, infatti, rapidamente la loro efficacia, perché il genoma del virus influenzale muta frequentemente portando alla nascita di nuovi ceppi. A causa di queste mutazioni, un particolare vaccino solitamente conferisce protezione per un periodo non superiore al paio di anni. Il vaccino prodotto nei laboratori del Maryland, invece, agisce stimolando la produzione di anticorpi che si legano a parti del virus che sono comuni a diversi ceppi, garantendo così una protezione ampia e affidabile. E’ un passo importante verso la realizzazione di un vaccino universale. Questo tipo di approccio apre la strada a una nuova generazione di vaccini, non solo per l'influenza, ma anche per una vasta gamma di agenti patogeni.

Autori: 
Sezioni: 

prossimo articolo

Un cuore bruciato: la sanità è un sistema complesso

ospedale

Si fa quasi fatica a parlarne ancora, perché troppo è stato il clamore mediatico, a tratti scomposto. Così non si è ottenuta la sola cosa davvero importante: individuare quello che non ha funzionato e correggerlo. Si è rotto, invece, il rapporto di fiducia tra i sanitari e le persone, mettendo in crisi una struttura di riferimento per la Campania. Non è così che si rende giustizia a Domenico.

La morte di un paziente è sempre una sconfitta. Quando avviene per un errore, segna profondamente la coscienza del medico, dell’équipe e dell’intero sistema sanitario. Quando il paziente è un bambino, la sconfitta diventa ancora più dolorosa.

La medicina ha il dovere di analizzare ciò che accade, riconoscere eventuali errori e fare in modo che non si ripetano, e lo fa ogni volta che si verifica un qualsiasi evento avverso. La giustizia ha il compito di accertare i fatti, individuare le responsabilità e punire se necessario.