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Grandine e trombe d'aria sulle macerie

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Modena. Alle ore 16 di ieri una grandinata eccezionale e una spaventosa tromba d'aria si è abbattuta sulla zona già colpita dal terremoto.
Gli abitanti raccolgono chicchi di grandine del diametro di palline da tennis. Li guardano attoniti. Niente di simile era mai capitato in questa zona.
Impressionanti sono le immagini del tornado di media intensità che si è abbattuto nella zona di  Castelfranco Emilia e nelle zone già gravemente danneggiate dal terremoto del maggio 2012.  
La gente si chiede che cosa stia accadendo al clima della regione e che cosa ci si dovrà aspettare in futuro.

"Fenomeni sempre più frequenti e intensi. Il trend è preoccupante"  avverte Luca Lombroso, metereologo dell'Università di Modena che da tempo studia gli effetti del global warming sugli eventi climatici.

Intanto si contano i danni alle coltivazioni, nelle terre che sono ai primi posti nella produzione agricola italiana. Mele, pere, barbabietole, meloni e cocomeri sono irrimediabilmente lesionati.
Coldiretti dichiara: “Solo nelle prossime ore sarà possibile una prima valutazione dei danni che si sommeranno alle difficoltà ed ai ritardi (almeno 50 giorni in media) delle operazioni colturali che quest’anno si sono registrati a causa dell’intenso periodo di piogge che ha caratterizzato la provincia”.

Oltre ai danni economici l'Emilia vede ancora una volta feriti, famiglie sfollate e danni alle abitazioni.

Il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani ha dichiarato, a tal proposito: "Nelle prossime ore integreremo la richiesta di stato di emergenza nazionale già al vaglio del Governo dopo il maltempo e le frane che hanno colpito il nostro Appennino, inserendo anche questa nuova emergenza che, oggi pomeriggio, ha colpito diversi comuni della bassa pianura bolognese e modenese. È evidente, come abbiamo già ribadito nei giorni scorsi, che è indispensabile una risposta rapidissima ed inderogabile da parte del Governo".

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Di solito, non ci chiediamo da dove vengano i farmaci. Quando ingeriamo con un sorso d'acqua una pillola di antibiotico, come l’amoxicillina, non viene immediato chiederci come quella capsula sia arrivata a casa nostra. La prendiamo per curare una cistite o un mal di gola di origini batteriche, spesso senza pensare che, prima ancora di essere nel suo blister e spedita sugli scaffali delle farmacie, ha già affrontato un processo fatto di viaggi lunghi e numerosi intermediari.