fbpx Un nuovo materiale per per produrre silicone 'green' | Page 5 | Scienza in rete

Un nuovo materiale per per produrre silicone 'green'

Read time: 2 mins

Ricercatori dell’Istituto dei Materiali Nanostrutturati del Cnr (ISMN) ha sviluppato un materiale innovativo in grado di rendere efficiente e meno inquinante la reazione chimica necessaria per produrre i siliconi e altri polimeri a base di silicio.
Questi, infatti, sono prodotti che trovano una larga diffusione a livello commerciale, ma che non sono sostenibili dal punto di vista ecologico: "I siliconi e i materiali sol-gel a base di silice sono polimeri che trovano ampio utilizzo commerciale", afferma Mario Pagliaro, a capo del team dell’Ismn "La loro produzione avviene a partire da composti del carbonio e del silicio fino a oggi realizzati attraverso catalizzatori omogenei a base di platino, che oltre a essere costosi sono particolarmente tossici e non riciclabili".

Quello sintetizzato dai ricercatori Cnr di Palermo è un materiale solido, altamente reattivo e catalitico (in grado cioè di regolare la velocità delle reazioni chimiche), che interviene nel processo di produzione senza disperdere il platino nei prodotti di reazione.
La novità sta nella reazione di idrosililazione, un passo in più per svecchiare i processi industriali finora utilizzati introducendo tecniche pulite ed economiche, verso la frontiera della “green chemistry”. Lo studio è stato svolto in collaborazione con un'azienda chimica canadese ed è pubblicato dell'American Chemical Society, ACS Sustainable Chemistry & Engineering, che alla ricerca ha dedicato la copertina di febbraio della rivista.

Il laboratorio dell'Ismn-Cnr è l'organizzatore della due giorni del simposio internazionale FineCat 2013, che inizia domani, 10 aprile, nella sede di Palazzo Steri, nel capoluogo siciliano.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
CNR

prossimo articolo

La lezione delle epidemie e la memoria dei sistemi sanitari

Mappa geografica del mondo con bolli rossi di dimensioni diverse che indicano la presenza di patologie

Perché nella prevenzione delle epidemie, con i loro pattern ripetitivi, non si riescono a mettere a frutto le lezioni del passato? Le istituzioni sanitarie le conoscono, ma oggi non hanno meccanismi strutturati per mantenerle operative nel tempo. Per uscire da questa amnesia ciclica serve un'infrastruttura permanente di apprendimento istituzionale, sul modello di quella dell'aviazione civile o della sicurezza nucleare. Una proposta concreta, sotto egida OMS, con autonomia metodologica garantita.
Crediti immagine: foto di Martin Sanchez su Unsplash

Il focolaio di virus Andes (Andes virus, ANDV) a bordo della nave da crociera MV Hondius, con almeno tre decessi e una decina di casi confermati, ripropone una sequenza nota nel campo delle epidemie: ritardo nel riconoscimento, dispersione dei contatti, costruzione affannosa della risposta.