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Il pilota del rover Curiosity al Planetario di Milano

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L’atterraggio sul Pianeta Rosso del Mars Science Laboratory (MSL), meglio noto con il nome di Curiosity, avvenuto il 6 Agosto 2012, è stato senza dubbio uno degli eventi scientifici più seguiti in tutto il mondo. Ma, quello che forse non tutti sanno è che c’è una mano italiana a guidare il cammino del rover sul suolo marziano: Paolo Bellutta, fisico originario di Rovereto. Il nostro connazionale è stato assunto nel 1999 dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, in California, e “su” Marte ha già lavorato  occupandosi delle sonde di generazione precedente a Curiosity, Spirit e Opportunity, atterrate sul quarto pianeta del Sistema Solare nel gennaio del 2004.

Paolo Bellutta e CuriosityE’ Paolo Bellutta, insieme al team di Curiosity, a preparare la lista di comandi che il veicolo deve eseguire al fine di non cacciarsi nei guai, come pendii troppo scoscesi o ostacoli troppo grandi che renderebbero la situazione irrisolvibile. Infatti, le difficoltà sono all’ordine del giorno se si pensa che si sta manovrando un robot distante ben 560 milioni di Km dalla Terra.
Ma come ci si riesce? Quanto è difficile? Ce lo racconterà durante i tre incontri previsti presso il Planetario di Milano il prossimo 6 Aprile, durante gli appuntamenti previsti alle ore 15.00, 16:30 e 21:00.

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Nipah, in Europa il virus non spaventa. Ma il contesto sì

virus Nipah al microscopio

Durante la pandemia di Covid-19 il film Contagion sembrò anticipare la realtà: zoonosi, risposta sanitaria globale, disinformazione. Oggi un focolaio di Nipah virus in India riporta l’attenzione su questi scenari. Il rischio per l’Europa resta basso, ma il contesto è cambiato: la cooperazione internazionale è più fragile, dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La domanda non è se scattare l’allarme, ma come rafforzare una risposta globale efficace.

In copertina: fotografia al microscopio ottico del Nipah virus. Crediti NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0

Durante la pandemia da Covid-19, il film Contagion del 2011 ebbe un picco di popolarità, perché in effetti la risposta della comunità internazionale (tra cui i CDC statunitensi erano in prima fila) alla minaccia di una pandemia aveva parecchie somiglianze con quello che stava succedendo nel mondo al di fuori dello schermo. Nel film, il virus che causava appunto il contagio era sconosciuto, proveniva dal mondo animale, più precisamente dai pipistrelli che, disturbati dalle attività umane nel loro habitat naturale, andavano a infettare dei maiali.