fbpx Il pilota del rover Curiosity al Planetario di Milano | Scienza in rete

Il pilota del rover Curiosity al Planetario di Milano

Primary tabs

Read time: 1 min

Paolo Bellutta e CuriosityL’atterraggio sul Pianeta Rosso del Mars Science Laboratory (MSL), meglio noto con il nome di Curiosity, avvenuto il 6 Agosto 2012, è stato senza dubbio uno degli eventi scientifici più seguiti in tutto il mondo. Ma, quello che forse non tutti sanno è che c’è una mano italiana a guidare il cammino del rover sul suolo marziano: Paolo Bellutta, fisico originario di Rovereto.
Il nostro connazionale è stato assunto nel 1999 dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, in California, e “su” Marte ha già lavorato occupandosi delle sonde di generazione precedente a Curiosity, Spirit e Opportunity, atterrate sul quarto pianeta del Sistema Solare nel gennaio del 2004.


E’ Paolo Bellutta, insieme al team di Curiosity, a preparare la lista di comandi che il veicolo deve eseguire al fine di non cacciarsi nei guai, come pendii troppo scoscesi o ostacoli troppo grandi che renderebbero la situazione irrisolvibile. Infatti, le difficoltà sono all’ordine del giorno se si pensa che si sta manovrando un robot distante ben 560 milioni di Km dalla Terra. 
Ma come ci si riesce? Quanto è difficile? Ce lo racconterà durante i tre incontri previsti presso il Planetario di Milano il prossimo 6 Aprile, alle ore 15.00, 16:30 e 21:00.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Eventi

prossimo articolo

Disforia a esordio rapido: contagio sociale o panico morale?

simbolo e colori persone trans

La disforia di genere a esordio rapido è un presunto fenomeno che alcuni ritengono sia alimentato da influenze sociali e mediatiche. Gruppi come GenerAzioneD, composti da genitori che rifiutano l’affermazione di genere dei propri figli, denunciano un’improvvisa insoddisfazione riguardo l’identità di genere nei giovani, spesso legata a dinamiche di gruppo o ai social media. Ma gli esperti sottolineano la complessità del percorso di riconoscimento del proprio genere, diversa per ogni persona.

Decine di ragazzi e ragazze che «hanno vissuto un’infanzia e un’adolescenza serene, senza sentimenti di incongruenza di genere», bambine «tutte fiocchi e lustrini», che «amavano le gonnelline, i vestitini, i capelli lunghi, giocavano con le bambole», bambini «intelligentissimi, creativi, vivaci, mai preso un trucco o una bambola in mano», improvvisamente hanno comunicato ai genitori di non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita, dopo avere seguito online «giovani influencer trans con migliaia di follower», oppure dopo avere legato con «un gruppo di ragazze che si definivano tutte no