fbpx Il passato di Venere | Page 4 | Scienza in rete

Il passato di Venere

Read time: 1 min

Le migliaia di immagini raccolte dalla sonda europea Venus Express tra il maggio 2006 e il dicembre 2007 hanno permesso ai planetologi di costruire per la prima volta una mappa infrarossa dell'emisfero meridionale di Venere. Grazie alla sonda Magellan, che ha concluso la sua missione nell'ottobre 1994 con un drammatico tuffo nella densa atmosfera del pianeta, esisteva già una mappatura radar della superficie di Venere, ma il lavoro compiuto da Venus Express ci può dare importanti indizi anche sulla composizione chimica delle rocce.

Nelle immagini notturne raccolte dallo spettrometro VIRTIS (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer), infatti, si può individuare l'impronta caratteristica dell'emissione termica dei vari tipi di roccia riscaldati dal Sole nel corso del giorno. Secondo i ricercatori, i dati emersi dalla nuova mappatura sono consistenti con l'idea che un tempo anche su Venere vi fossero oceani, intensa attività vulcanica e fenomeni tipici della tettonica a placche.

E' pur vero che le rilevazioni non hanno mostrato nessuna traccia di attività vulcanica in corso su Venere, ma la presenza di rocce più scure sembrerebbe la firma lasciata da flussi lavici relativamente recenti.

Fonte: ESA

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

La Valle dei dinosauri ritrovata nel Parco dello Stelvio

parete di roccia

Nel cuore delle Alpi, a 2500 metri di quota, si conserva la memoria di un mondo perduto. Pareti quasi verticali di Dolomia Principale, un tipo di roccia sedimentaria, custodiscono migliaia di impronte lasciate 210 milioni di anni fa da dinosauri erbivori che camminavano lungo le rive di un mare tropicale ormai scomparso. Una scoperta eccezionale, avvenuta nel Parco Nazionale dello Stelvio, che apre una finestra senza precedenti sul Triassico europeo e sulla vita sociale dei primi grandi dinosauri.

Prima della formazione delle Alpi, qui esisteva un paesaggio incredibilmente differente. Immaginate una distesa tropicale pianeggiante, lambita dalle acque di un oceano poco profondo e ormai scomparso che oggi chiamiamo Tetide, con un clima che non aveva nulla a che vedere con le vette gelide di oggi. Proprio in questo luogo tanto diverso dall’attualità, 210 milioni di anni fa, il fango soffice ha registrato il passaggio di svariati giganti: si trattava di prosauropodi, dinosauri erbivori dal collo lungo, che si muovevano in branchi lungo le rive di un'antica piattaforma carbonatica.