fbpx Il virus che ruba il sistema immunitario | Page 7 | Scienza in rete

Il virus che ruba il sistema immunitario

Read time: 2 mins

Anche i virus possono avere un sistema immunitario. A rivelarlo è uno ricerca appena pubblicata sulla rivista Nature, dove viene dimostrato che un particolare tipo di batteriofago ha la capacità di “rubare” il sistema immunitario dei batteri e di riutilizzarlo contro il suo ospite. Grazie, infatti, a questa arma segreta il virus riesce a moltiplicarsi, uccidendo così un numero sempre maggiore di batteri. I fagi sono virus che predano esclusivamente i batteri e ciascuno è specifico per un tipo di parassita. Fino ad oggi erano considerati solo come particelle primitive di DNA o RNA, senza nessuna possibilità di avere un sistema immunitario adattativo, in grado, quindi, di rispondere velocemente ai pericoli provenienti dall’ambiente. Discorso diverso, invece, è per i batteri che per poter resistere e sopravvivere all’attacco dei fagi stessi hanno sviluppato, nel tempo, un sistema molecolare chiamato CRISPR/CAS, il cui funzionamento è molto simile a quello del sistema immunitario adattivo degli organismi superiori.

Andrew Camilli dell’Howard Hughes Medical Institute, in questo nuovo studio, si è concentrato sui batteriofagi che attaccano il Vibrio Cholerae, il batterio responsabile delle epidemie di colera negli esseri umani. La sua équipe ha analizzato le sequenze di DNA fagiche prelevate da campioni di feci di pazienti affetti di colera in Bangladesh. Il materiale genetico raccolto conteneva geni per la codifica del sistema CRISPR/CAS. Risultato sorprendente, dato che non era stato mai riscontrato in nessun altro virus. Per verificare i risultati e cercare di capire se il sistema funzionasse realmente, i ricercatori hanno infettato un nuovo ceppo di vibrioni resistenti al virus utilizzando, però, dei fagi sprovvisti di questo rudimentale sistema immunitario. Questi fagi non erano in grado distruggere il ceppo batterico. In una step successivo, lo stesso ceppo batterico è stato infettato con fagi immunizzati. I virus, utilizzando e rimodulando il sistema CRISPR/CAS erano in grado, questa volta, di adattarsi rapidamente, acquisendo così la capacità di uccidere i batteri del colera. Quest’ultimo esperimento dimostra chiaramente come il sistema immunitario del virus è completamente funzionale e versatile. “Lo studio avvalora la controversa idea che i virus sono creature viventi, e rafforza la possibilità di utilizzare la terapia dei fagi per trattare le infezioni batteriche, in particolare quelle che sono resistenti ai trattamenti antibiotici", ha detto Camilli. Attualmente, i ricercatori stanno cercando di decifrare la modalità con cui il sistema immunitario del fagio riesce a disabilitare i meccanismi di difesa dei batteri del colera.
Capire questo sarà molto importante per poter progettare una terapia fagica efficace e stabile per contrastare il colera.

 

Autori: 
Sezioni: 
Biologia

prossimo articolo

Gender equality nella ricerca: c'è ancora il soffitto di cristallo

bilancia in disequilibrio con figure stilizzate di uomo e donna

In occasione della Giornata ONU delle donne e delle ragazze nella scienza, diamo un'occhiata ai dati europei sulla gender equality: ci sono i segnali di progresso nella partecipazione femminile alla ricerca e all’innovazione, ma anche persistenti squilibri strutturali. Per esempio, nonostante l’aumento di donne tra esperti, valutatori e coordinatori di progetto, l’accesso alle posizioni apicali resta limitato, la precarietà contrattuale più diffusa e il carico di cura sproporzionato. 

L’11 febbraio, Giornata ONU dedicata alle ragazze e alle donne nella scienza, offre l’occasione per interrogarsi non solo sulla loro presenza nel settore della ricerca e dell’innovazione (R&I), ma soprattutto sulla qualità di tale presenza: chi avanza di carriera, chi resta ai margini, chi abbandona e perché. Negli ultimi anni l’Unione europea ha fatto dell’uguaglianza di genere una priorità esplicita, integrando la gender dimension nei programmi quadro per la ricerca e promuovendo cambiamenti istituzionali attraverso strumenti come il Gender Equality Plan (Gep).