fbpx La memoria dei batteri | Page 5 | Scienza in rete

La memoria dei batteri

Read time: 2 mins

"Le innovazioni qui riportate ispireranno ulteriori sforzi per spingere più in là la frontiera dei sistemi biologici modificati". Il commento di Michael Jewett, biotecnologo della NorthwesternUniversity, si riferisce alla creazione di circuiti genetici all'interno di cellule vive, capaci di memorizzare i risultati delle operazioni eseguite. Il risultato è stato conseguito da tre ricercatori del MIT e pubblicato il 10 febbraio su Nature Biotecnology. Gli autori dello studio sono Piro Siuti, John Yazbek e Timothy K Lu.

 I circuiti genetici inseriti nelle cellule di batteri Escherichia coli non solo sono in grado di eseguire funzioni logiche ma, cosa mai sperimentata finora, possono ricordare il risultato e codificarlo nel DNA della cellula. Questo permette la trasmissione dell'informazione memorizzata alle future generazioni.

Una funzione del circuito, costruito con parti genetiche intercambiabili, è quella di rilevare tracce di sostanze chimiche nell'aria e generare una risposta specifica: la produzione di una proteina verde fluorescente. Ma la risposta non avviene solo in presenza dello stimolo, poiché sin dal primo input il sistema verrebbe irrimediabilmente alterato, creando una memoria permanente dell'evento. "Possiamo dimostrare un mantenimento a lungo termine della memoria per almeno 90 generazioni di cellule e la capacità di interrogarne lo stato tramite gli indicatori fluorescenti" affermano gli scienziati.

Questa tecnologia potrà in futuro offrire un migliore controllo sulla creazione di cellule progettate per produrre biocarburanti, farmaci o altri composti. Il comando potrà essere dato una sola volta alla cellula che lo terrà in memoria trasmettendolo anche alle prossime generazioni. Un`altra prospettiva è quella di sfruttare la memoria della cellula per programmarne l`evoluzione da staminale verso la specializzazione specificata dall`input iniziale dato dai ricercatori.

Autori: 
Sezioni: 

prossimo articolo

Il fenomeno tradwife tra marketing e geopolitica

Una donna in abiti vintage impasta il pane tenuta da fili da marionetta

Dietro le immagini di pane fatto in casa, bambini sorridenti e fattorie da cartolina si nasconde uno dei fenomeni culturali più controversi degli ultimi anni: le tradwives, influencer che celebrano il ritorno ai ruoli di genere tradizionali e alla dedizione esclusiva alla famiglia. Raccolgono milioni di follower sui social, ma il loro successo non racconta soltanto una nostalgia per la vita domestica. Perché il modello della “moglie tradizionale” è di fatto un progetto culturale e politico che rimette al centro il controllo del corpo femminile e della famiglia.

Immagine di copertina realizzata con ChatGPT

Negli ultimi anni, le piattaforme social come TikTok e Instagram hanno assistito alla proliferazione di un trend culturale: il movimento delle tradwives, abbreviazione di traditional wives, mogli tradizionali. Questo fenomeno vede giovani donne promuovere il ritorno a una rigida divisione dei ruoli di genere, alla sottomissione volontaria al marito e alla dedizione esclusiva alla cura della casa e della prole.