fbpx Torino: il programma di Merighi, candidato rettore | Page 9 | Scienza in rete

Torino: il programma di Merighi, candidato rettore

Read time: 1 min

L’Università di Torino sceglie il suo nuovo rettore, che prenderà il posto di Elio Pellizzetti e rimarrà in carica per sei anni, fino al 2019. Lunedì scorso ha avuto luogo il primo dibattito pubblico tra i docenti che concorrono per diventare il prossimo "magnifico" dell’ateneo torinese, organizzato dalla scuola di Medicina. Gli sfidanti per il rettorato sono quattro: Gianmaria Ajani, Vincenzo Ferrone, Adalberto Merighi e Anna Maria Poggi, i quali hanno dato inizio a quella che è una vera e propria campagna elettorale. Anche per il mondo universitario, infatti, l’elezione di una nuova guida ha assunto col tempo dinamiche non dissimili dal mondo politico, con la possibilità per i candidati di presentare le proprie proposte e programmi in modo trasparente, attraverso un confronto con il pubblico al di fuori delle mura degli atenei.

Il 10 e 11 aprile 2013, i 2700 votanti (tra docenti, tutti i ricercatori, parte del personale amministrativo e rappresentanti degli studenti) potranno eleggere il rettore con maggioranza assoluta. In caso contrario, è prevista una tornata elettorale di ballottaggio il 22 e 23 aprile.

Scienzainrete offre il suo spazio ai candidati che intendono rendere pubblici i loro programmi.
Qui è possibile consultare un documento che riporta alcuni punti del programma del primo dei quattro aspiranti rettori ad accettare l'invito, Adalberto Merighi.

Autori: 
Sezioni: 
Università

prossimo articolo

Sopravvivere alla crisi ambientale è un problema politico

Un gruppo di ciminiere che emette fumo in atmosfera

In uscita in questi giorni per Cortina, l'ultimo saggio di Paolo Vineis e Luca Savarino "Come sopravvivere alla crisi ambientale" spiega l'inerzia generale di fronte alla crisi ambientale, che prosegue indisturbata, con una riflessione politica: il problema non è che le soluzioni manchino o non siano note. Il problema è che la loro attuazione richiederebbe una trasformazione radicale dei rapporti di potere, delle disuguaglianze globali e delle istituzioni che governano il mondo. Non bastano soluzioni tecniche, bisogna immaginare una nuova etica e una nuova politica. Proponiamo una parte del capitolo introduttivo. Crediti immagine: Jakub Zerdzicki su Unsplash.

Sopravvivere alla crisi ambientale non è un problema tecnico: è il più grande problema politico della nostra epoca.