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Torino: il programma di Adalberto Merighi, candidato rettore

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L’Università di Torino sceglie il suo nuovo rettore, che prenderà il posto di Elio Pellizzetti e rimarrà in carica per sei anni, fino al 2019. Lunedì scorso ha avuto luogo il primo dibattito pubblico tra i docenti che concorrono per diventare il prossimo "magnifico" dell’ateneo torinese, organizzato dalla scuola di Medicina. Gli sfidanti per il rettorato sono quattro: Gianmaria Ajani, Vincenzo Ferrone, Adalberto Merighi e Anna Maria Poggi, i quali hanno dato inizio a quella che è una vera e propria campagna elettorale. Anche per il mondo universitario, infatti, l’elezione di una nuova guida ha assunto col tempo dinamiche non dissimili dal mondo politico, con la possibilità per i candidati di presentare le proprie proposte e programmi in modo trasparente, attraverso un confronto con il pubblico al di fuori delle mura degli atenei.

Il 10 e 11 aprile 2013, i 2700 votanti (tra i docenti, tutti i ricercatori, parte del personale amministrativo e rappresentanti degli studenti) potranno eleggere il rettore con maggioranza assoluta. In caso contrario, è prevista una tornata elettorale di ballottaggio il 22 e 23 aprile.

Scienainrete offre il suo spazio ai candidati che intendono rendere pubblici i loro programmi.
In allegato un documento che riporta alcuni punti del programma di Adalberto Merighi 

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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

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Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.