fbpx Processo ai sismologi: ecco le ragioni della sentenza: | Page 8 | Scienza in rete

Processo ai sismologi: ecco le ragioni della sentenza:

Read time: 3 mins

A tre mesi di distanza dalla sentenza che ha chiuso il processo de L'Aquila con la condanna a sei anni di reclusione per omicidio colposo e lesioni colpose per i sette componenti della Commissione Grandi Rischi (sei esperti e il vice direttore della Protezione CivileBernardo de Bernardinisil Tribunale ha reso pubblico un documento di oltre 900 pagine con le motivazioni  della condanna. Il documento unico del giudice Marco Billi ruotua principalmente attorno al concetto di prevenzione, allargando le tesi contenute nella requisitoria dei pubblici ministeri. Billi sostiene che gli esperti fecero “valutazioni assolutamente approssimative, generiche e inefficaci in relazione ai doveri di previsione prevenzione.

"Nel capo di imputazione, infatti - si legge a pag72 del documento - il P.M. non contesta agli imputati la mancata previsione del terremoto, la mancata evacuazione della città di L’Aquila o la mancata promulgazione di uno stato di allarme, ma addebita agli imputati la violazione di specifici obblighi in tema di valutazione, previsione e prevenzione del rischio sismico disciplinati dalla vigente normativa."

A questo proposito, vengono anche ricordate le parole dell'assessore alla Protezione Civile regionale Daniela Stati, con cui ringraziava i sismologi per non aver allarmato la cittadinanza: “Grazie per queste vostre affermazioni che mi permettono di andare a rassicurare la popolazione attraverso i media che incontreremo in conferenza stampa. E infatti, un elemento determinante durante i giorni che hanno precedeuto il sisma del 6 aprile 2009 è stato l'atteggiamento mediatico dei responsabili coinvolti nella gestione degli eventi: "Gravi profili di colpa si ravvisano nell'adesione, colpevole e acritica, alla volontà del capo del Dipartimento della Protezione Civile di fare una 'operazione mediatica' che si è concretizzata nell'eliminazione dei filtri normativamente imposti tra la Commissione Grandi Rischi e la popolazione aquilana. Tale comunicazione diretta, favorita dall'autorevolezza della fonte, ha amplificato l'efficacia rassicurante del messaggio trasmesso, producendo effetti devastanti sulle abitudini cautelari tradizionalmente seguite dalle vittime e incidendo profondamente sui processi motivazionali delle stesse". "Dalla condotta colposa degli imputati è derivato un inequivoco effetto rassicurante".

In definitiva, il documento del tribunale, spiega che, secondo la sentenza, gli scienziati avrebbero avuto gli strumenti sapere ciò che stava per accadere ma avrebbero evitato di comunicare adeguatamente il rischio.
Nonostante il terremoto de L'Aquila abbia dimostrato, ancora una volta, che ci sia un problema legato alll´incapacità di gestire in tempi lunghi le informazioni relative al rischio sismico, l'attenzione è stata focalizzata su un'improbabile previsione degli eventi sismici a breve termine, sottovalutando, inoltre, l'importanza della prevenzione attraverso la messa in sicurezza degli edifici ("I Comuni italiani, quasi tutti caratterizzati da estesi centri storici risalenti nei secoli, richiederebbero, per rafforzare le costruzioni esistenti e migliorare la loro capacità di resistere al terremoto, risorse fnanziarie talmente ingenti da risultare concretamente indisponibili").

Qui è possibile consultare l'intero documento 

Autori: 
Sezioni: 
L'Aquila

prossimo articolo

Giove rimpicciolisce (di poco): la nuova misura dalla missione Juno

giove

Nuove analisi combinate dei dati della sonda Juno e del telescopio spaziale Hubble aggiornano con precisione senza precedenti la forma di Giove, che risulta leggermente più compatto rispetto alle stime storiche derivate da Pioneer e Voyager, con raggi polare ed equatoriale inferiori rispettivamente di circa 12 e 4 km. Questi risultati, da poco pubblicati su Nature Astronomy, introducono vincoli più stringenti sui modelli della struttura interna dei giganti gassosi e migliora la calibrazione delle relazioni massa–raggio usate per interpretare gli esopianeti.

Nell'immagine di copertina: il pianeta Giove. Crediti: Kevin M. Gill (CC-BY) based on images provided courtesy of NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS

Dopo oltre quarant’anni, nuovi dati della missione Juno della NASA e del telescopio spaziale Hubble hanno permesso di ricalcolare con precisione senza precedenti la forma di Giove, rivelando che il pianeta è leggermente più compatto rispetto a quanto indicato dalle stime storiche. Il risultato, pubblicato su Nature Astronomy, introduce un nuovo vincolo quantitativo sui modelli interni di Giove e, più in generale, sulla fisica dei pianeti giganti.