fbpx In Sicilia un telescopio per neutrini | Scienza in rete

In Sicilia un telescopio per neutrini

Read time: 1 min

L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ospita in questi giorni, presso i Laboratori Nazionali del Sud (LNS), i maggiori esperti a livello europeo nel campo dell'astrofisica del neutrino. Il progetto per la costruzione di KM3NeT - un telescopio sottomarino che scruterà i fondali del mediterraneo a 3500 metri di profondità per studiare i neutrini provenienti da supernovae o originati da collisioni cosmiche - porterà la Sicilia a diventare un riferimento per la ricerca di frontiera nella fisica delle astroparticelle. ORCA, il meeting organizzato a Catania, ha lanciato la possibilità' di usare KM3Net per misurare la gerarchia di massa dei neutrini.

KM3NeT è, infatti, un'infrastruttura  ad altissimo impatto tecnologico su cui l'Europa sta puntando per il futuro della fisica. L'Italia viene rappresentata in questo progetto con una componente operativa fondamentale, attraverso i laboratori LNS che coordinano la costruzione delle infrastrutture sottomarine a largo di Capo Passero e di Catania. In quest'ultimo sito è già attivo un osservatorio multidisciplinare con applicazioni anche nel campo della geofisica, della vulcanologia e della biologia marina, nato dalla collaborazione con l'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).

Dopo il centro di Erice fondato da Antonino Zichichi, la ricerca scientifica siciliana trova così una nuova spinta per le sue eccellenze, con un progetto internazionale che vede la partecipazione di 40 istituzioni di 10 paesi.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
INFN

prossimo articolo

Eutanasia: rispettare le volontà, anche quando è difficile riconoscerle

Ulisse e le sirene

Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ma proprio su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate. Ulisse e le Sirene , dipinto di John William Waterhouse, The Art History Archive 

Una ricerca su PubMed e su Ngram Viewer mostra che la frequenza del termine eutanasia, nel lessico generale e in quello medico in lingua inglese, è più o meno costante fino al 1960, poi cresce esponenzialmente fino al 2000 e declina in modo relativamente lento. In Italia, il picco è spostato in avanti di circa dieci anni e negli ultimissimi il declino si è invertito. Una spiegazione plausibile della crescita esponenziale è che si parli di più di eutanasia perché, anche se si vive più a lungo, si muore peggio che in passato: la morte degenerativa ha sostituito quella acuta.