fbpx Un esagerato getto di materia | Scienza in rete

Un esagerato getto di materia

Primary tabs

Read time: 1 min

Grazie al Very Large Telescope, un team di astronomi ha scoperto che un quasar ha espulso un getto di materia che ha dell'incredibile: è in assoluto il più potente tra i fenomeni di questo tipo osservati finora.

Sfruttando le potenzialità dello spettrografo X-shooter di cui dispone il VLT, Benoit Borguet (Virginia Tech) e collaboratori stavano studiando un paio di quasar, nuclei galattici estremamente brillanti riforniti energeticamente da buchi neri supermassicci. Nei pressi di uno di essi, noto come SDSS J1106+1939, è stato individuato un getto di materia espulso a incredibile velocità.

La scoperta, di prossima pubblicazione su The Astrophysical Journal, ha sorpreso gli stessi ricercatori: le loro stime, infatti, suggeriscono che ogni anno il quasar espelle circa 400 masse solari di materia a velocità dell'ordine di 8000 chilometri al secondo. L'energia associata a un simile fenomeno rende il getto di quel quasar almeno cinque volte più energetico di quelli individuati finora. Per avere un confronto a noi più vicino, si tratta di un'energia circa 100 volte più intensa della produzione energetica dell'intera Via Lattea.

L'incredibile energia in gioco evidenzia in modo significativo il ruolo che simili fenomeni possano giocare nell'evoluzione delle galassie. Ora si tratta di verificare se un simile comportamento possa essere la norma per una categoria di quasar piuttosto comuni - i cosiddetti Broad Absorption Line (BAL) quasar - ma finora poco studiati.

ESO - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi in economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.