fbpx Il pianeta solitario | Page 16 | Scienza in rete

Il pianeta solitario

Read time: 2 mins

Grazie al VLT e al CFH Telescope è stato individuato, a circa 100 anni luce da noi, un corpo celeste che, con ogni probabilità, è un pianeta che vaga per la Galassia senza una stella cui orbitare intorno.
Ancora non è chiaro se il corpo celeste, osservato con la WIRCam del Canada-France-Hawaii Telescope e con lo strumento SOFI del VLT, sia davvero un pianeta oppure una piccola nana bruna e saranno necessarie ulteriore indagini per avere la conferma. Dai dati raccolti sembra che CFBDSIR 2149, questa la sigla con la quale il corpo celeste viene indicato, appartenga all'associazione di stelle nota come AB Doradus Moving Group, una pattuglia di una trentina di stelle che si stanno muovendo in gruppo nella Via Lattea. Nonostante l'abbondanza di stelle, però, il pianeta non orbita intorno a nessuna di esse. Appartiene dunque alla categoria dei cosiddetti free-floating planets, pianeti senza stella il cui numero nella nostra Galassia - stando a recenti analisi statistiche - sarebbe incredibilmente grande, addirittura il doppio di quello delle stelle.
Nello studio di presentazione della scoperta, pubblicato su Astronomy & Astrophysics, Philippe Delorme (Université Joseph Fourier) e i suoi collaboratori suggeriscono che se venisse confermata l'appartenenza del corpo celeste all'associazione stellare AB Doradus sarebbe praticamente confermata anche la sua natura di pianeta e la sua massa sarebbe compresa tra 4 e 7 volte quella di Giove. Se, al contrario, l'oggetto fosse capitato solo per caso in mezzo a quel gruppo di stelle, sarebbe molto più probabilmente una piccola nana bruna.
In ogni caso, come sottolinea lo stesso Delorme, il suo studio potrà aiutarci o a comprendere meglio come i pianeti vengono espulsi da un sistema planetario oppure come i processi di formazione stellare possono dare origine a oggetti di piccola massa.

ESO - CFHT - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Pianeti

prossimo articolo

Disforia a esordio rapido: contagio sociale o panico morale?

simbolo e colori persone trans

La disforia di genere a esordio rapido è un presunto fenomeno che alcuni ritengono sia alimentato da influenze sociali e mediatiche. Gruppi come GenerAzioneD, composti da genitori che rifiutano l’affermazione di genere dei propri figli, denunciano un’improvvisa insoddisfazione riguardo l’identità di genere nei giovani, spesso legata a dinamiche di gruppo o ai social media. Ma gli esperti sottolineano la complessità del percorso di riconoscimento del proprio genere, diversa per ogni persona.

Decine di ragazzi e ragazze che «hanno vissuto un’infanzia e un’adolescenza serene, senza sentimenti di incongruenza di genere», bambine «tutte fiocchi e lustrini», che «amavano le gonnelline, i vestitini, i capelli lunghi, giocavano con le bambole», bambini «intelligentissimi, creativi, vivaci, mai preso un trucco o una bambola in mano», improvvisamente hanno comunicato ai genitori di non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita, dopo avere seguito online «giovani influencer trans con migliaia di follower», oppure dopo avere legato con «un gruppo di ragazze che si definivano tutte no