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Una nuova molecola per bloccare il tumore al seno

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Il tumore al seno è la neoplasia più frequente nella popolazione femminile e la seconda causa di morte per tumore, dopo il carcinoma al polmone.

Negli ultimi decenni, l'avvento di tecnologie che consentono lo studio di profili di espressione genica su larga scala ha portato all’identificazione di molteplici sottotipi molecolari di cancro al seno. Tale scoperta ha posto le basi per ricerche sempre più mirate ad una terapia personalizzata basata su nuovi marcatori e nuovi bersagli molecolari. Nell’ultimo numero della prestigiosa rivista internazione Embo Molecular Medicine, il gruppo di Oncogenomica Traslazionale dell’Istituto Regina Elena ha pubblicato la recente scoperta di una nuova molecola in grado di bloccare la proliferazione delle cellule tumorali nei tumori al seno. Tale molecola è il microRNA-10b*, componente di una classe di molecole di recentissima scoperta, i microRNA, che agiscono regolando l’espressione genica a livello post trascrizionale, inibendo l’espressione di molteplici RNA messaggeri coinvolti nel normale funzionamento della cellula stessa. Per questa loro particolare capacità sono in grado di regolare i processi più critici della cellula, dal differenziamento alla risposta a vari stress, dalla crescita e alla morte cellulare.

I microRNA sono RNA non codificanti proteine (ncRNA) che rappresentano all’incirca il 70% del genoma umano e che recenti studi hanno individuato come nuovi possibili biomarcatori nell’ambito della diagnosi e della prognosi di diverse neoplasie umane, tra cui il cancro al seno. Gli esperimenti condotti dal gruppo di Oncogenomica Traslazionale in collaborazione con il Weizmann Institute of Science (Israele) hanno permesso inizialmente di dimostrare che nel tumore al seno esiste una diversa espressione di alcuni microRNA rispetto al tessuto circostante sano. In particolare, l’espressione del miR-10b* viene persa nelle cellule tumorali rispetto alla controparte sana; evento questo riconducibile ad una modifica della struttura del DNA genomico della cellula tumorale, che porta al silenziamento trascrizionale del miR-10b* stesso. La ricostituzione della sua espressione porta alla morte delle cellule tumorali, attraverso la regolazione dei livelli di tre proteine (PLK1, BUB1 e Ciclina A) coinvolte in processi chiave per la sopravvivenza della cellula trasformata. Esperimenti condotti su cavie murine hanno evidenziato come l’espressione esogena del miR-10b* possa bloccare la crescita del tumore aprendo la possibilità di un suo possibile impiego terapeutico in campo oncologico, in particolare nel tumore al seno che ancora oggi rappresenta un problema clinico in ragione alla risposta terapeutica non sempre prevedibile e al possibile manifestarsi della resistenza alle terapie medesime.

Questo lavoro è stato finanziato con i fondi AIRC.


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