fbpx Il polmone su un chip | Page 10 | Scienza in rete

Il polmone su un chip

Read time: 2 mins

Una malattia riprodotta su tessuti di un organo umano ospitati da un chip elettronico. Questo è l’inedito risultato che hanno ottenuto i ricercatori del Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering dell'Università di Harvard, autori del lavoro pubblicato questa settimana su Science Traslation medicine

Il tessuto umano riprodotto è un polmone - ricoprendo un chip di cellule polmonari umane viventi - e l’edema polmonare la malattia. Il lung-on-a-chip è un dispositivo che il team di ricerca, guidato da Donald Ingberg, ha in realtà messo a punto per la prima volta due anni fa, ingegnerizzato a partire da una matrice polimerica flessibile delle dimensioni di una scheda di memoria, con una struttura interna a canali ottenuta con la stessa tecnica di fabbricazione dei microchip per computer. Due dei canali interni sono separati da una membrana sottile e porosa su una lato della quale sono depositate cellule polmonari umane, mentre sul lato opposto sono previste cellule di sangue capillare. L’ambiente in condizione di vuoto creato all’interno dei canali (senza quindi la pressione esterna dell’aria) consente a questa interfaccia di simulare il meccanismo di contrazione del polmone umano durante il processo di respirazione respirazione.

Ad Harvard hanno utilizzato questo dispositivo principalmente per studiare la tossicità delle terapie farmacologiche applicate ai polmoni, e per identificare nuove possibili terapie, grazie a questo nuovo approccio agli organi umani. Gli scienziati hanno infatti utilizzato un farmaco per la chemioterapia (la interleuchina-2) direttamente sul micro-polmone ricreato sul chip. Uno degli effetti osservati è stato il vantaggio che il meccanismo fisico alla base della respirazione fornisce all’azione del farmaco sull’edema polmonare in condizione di vuoto esterno, informazione insospettabile finora. Quest’effetto può suggerire nuove strategie da adottare in terapia farmacologica chemioterapica (come l’uso di un respiratore per minimizzare il volume d’aria immessa nei polmoni) e nuovi modi di fare ricerca in medicina applicata agli organi. Secondo i ricercatori: "Le maggiori compagnie farmaceutiche spendono molto tempo e una gran quantità di denaro su culture cellulari e test sugli animali per sviluppare nuovi farmaci, ma questi metodi spesso non riescono a predire tutti gli effetti di queste sostanze una volta usate sull'uomo".

Il lavoro è stato finanziato dal National Institute for Health, la Food and Drug Administration e il Defense Advanced Research Projects Agency.


Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Medicina

prossimo articolo

Biliardini nella Striscia di Gaza

biliardino su mappa della Striscia di Gaza

Durante la Guerra civile spagnola, Alejandro Campos Ramírez, combattente per la Repubblica, pensò che il biliardino avrebbe potuto aiutare i tanti bambini che avevano perso le gambe a continuare a giocare a calcio. L’impatto delle amputazioni causate dai conflitti è drammatico e richiede risorse tecnologiche e disponibilità di personale difficili da trovare. La Striscia di Gaza è il territorio con il più alto numero di bambini e bambine amputati. Ma nessuno pensa ai biliardini. 

L'assistenza specialistica in contesti di crisi umanitaria è difficile da garantire e molto impegnativa. Ostacoli nell'accesso alle cure possono persistere per molto tempo. La situazione nella Striscia di Gaza è esemplare a tale proposito: dal 2006, il blocco israeliano limita gli spostamenti all’interno e attraverso i punti di ingresso, spingendo il sistema sanitario locale al collasso per la carenza di farmaci essenziali, di attrezzature e di personale sanitario, negando spesso ai pazienti i permessi necessari per cercare cure salvavita all'estero.