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La galassia nella bolla

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Osservando la gigantesca galassia M87 con l'innovativo sistema di antenne LOFAR, un team di astronomi scopre che è interamente avvolta da una bolla di plasma prodotta dal buco nero supermassiccio che la galassia ospita nel suo centro. Le immagini ottenute da LOFAR, un sistema composto da migliaia di antenne radio sparse in tutta Europa i cui dati vengono elaborati da un supercomputer in Olanda, mostrano chiaramente che la bolla non è frutto di attività del buco nero in un lontano passato, ma viene tutt'ora costantemente alimentata. Il massiccio buco nero al centro di M87, circa 6 miliardi di masse solari, ingoia voracemente il materiale foraggiatogli dalla galassia e, come controparte, pompa nella galassia una smisurata quantità di energia sotto forma di radiazione e di potenti getti di materia. Sono proprio questi getti che, quando rallentano, formano l'immensa bolla che avvolge la galassia e che, invisibile ai telescopi ottici, appare luminosissima nelle onde radio. Lo studio, pubblicato su Astronomy & Astrophysics e frutto del lavoro di un team internazionale del quale facevano parte anche Matteo Murgia (OA di Cagliari) e Gianfranco Brunetti (INAF-IRA di Bologna), vede come primo autore il nostro Francesco de Gasperin, che ha condotto la ricerca come parte del suo dottorato presso il Max Plank Institute e l'Excellence Cluster Universe di Monaco di Baviera.

- INAF, http://www.media.inaf.it/2012/10/29/una-big-babol-al-plasma/
- Astronomy&Astrophysics, http://www.aanda.org/10.1051/0004-6361/201220209

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Astronomia

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i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.