fbpx I 'superpoteri' del pesce arciere | Page 6 | Scienza in rete

I 'superpoteri' del pesce arciere

Read time: 2 mins

Il pesce arciere ha delle capacità insolite, dei poteri simili a quelli dei supereroi. Uno studio condotto da ricercatori dell'Università Statale di Milano, realizzato da Alberto Vailati, del Dipartimento di Fisica, in collaborazione con Roberto Cerbino, del Dipartimento di Biotecnologie mediche e Medicina Traslazionale e pubblicato sulla rivista PLOS ONE, ne svela il segreto legato ai dardi d'acqua che vengono lanciati da questo predatore.

Per superpoteri si intendono, ad esempio, la capacità di incrementare a piacimento la propria potenza muscolare, vengono usualmente associati a creature immaginarie, come i supereroi. L'ambiente in cui vive il pesce arciere, le acque salmastre degli estuari di alcuni fiumi dell’Asia e dell’Australia, si caratteriza per la presenza di tecniche di caccia del predatore molto particolari: gli insetti che popolano la vegetazione che sovrasta tali zone acquitrinose vengono colpiti con un getto d’acqua molto preciso, in modo da farli cadere in acqua, da dove vengono poi catturati e divorati. L'impatto di questo getto d'acqua è in realtà molto più potente rispetto alla forza che sarebbe consentita dall'intervento muscolare del pesce. Si tratta, quindi, di una vera e propria violazione delle leggi della fisica.

Il meccanismo ala base di questo fenomeno è stato dibattuto per quasi 250 anni, i risultati prodotti dall'università di Milano annunciano la risoluzione del mistero, verificando la presenza di una forma di amplificazione, ma che non è inaspettatamente, dipendente dalle strtture interne dell'animale utili all'immagazzinamento di energia meccanica. La chiave del mistero sta in una forma di instabilità idrodinamica del getto d'acqua spruzzato dal pesce, che promuove e favortisce l'accumulo di quantità di moto all'estremità del getto, in modo che la forza e la potenza rilasciate siano più grandi rispetto all'azione muscolare diretta: una specie di proiettile liquido, la cui dimensione cresce nel tragitto verso la preda.

 

Autori: 
Sezioni: 
Biologia

prossimo articolo

Hamnet, dove il dolore diventa immortale

Lo strazio di una madre e il senso di colpa di un padre che non era presente, la terribile disgrazia che ha colpito la vita di William Shakespeare e di sua moglie Anne Hathaway, la morte del figlio undicenne diventa un’opera così ben narrata da risultare il miglior film drammatico ai Golden Globe 2026.

In copertina: screenshot dal traile di "Hamnet. Nel nome del figlio"

Steven Spielberg, produttore con Sam Mendes di Hamnet, ha deciso sin dall’inizio di proporne (anche insistendo) la direzione a Chloé Zhao, la regista di origine cinese che è diventata la prima e unica donna non bianca a vincere il premio alla miglior regia con Nomadland, per il suo approccio olistico, per il suo dirigere emotivo ed emozionale: una regista dei sentimenti.