fbpx Telethon e Shire per la ricerca | Scienza in rete

Telethon e Shire per la ricerca

Read time: 2 mins

Telethon e Shire plc, la multinazionale del farmaco, siglano un accordo di collaborazione per sostenere la ricerca dell’Istituo di genetica e medicina Tigem di Napoli, diretto da Andrea Ballabio. Con oltre 17 milioni di euro di finanziamento, Telethon conferma così la sua vocazione di polo attrattore per la ricerca di stampo internazionale, con l’obiettivo di rendere disponibili delle terapie efficaci per i pazienti affetti da malattie genetiche rare. La sinergia tra i due centri verrà condotta in modo indipendente, affidando a Tigem lo sviluppo di terapie geniche su malattie neurodegenerative e da accumulo lisosomiale, per poi traferire i risultati più interessanti a Shire che potrà quindi rendere disponibile gli sviluppi di questi studi, grazie alla sua lunga esperienza nella distribuzione di farmaci terapeutici.

Francesca Pasinelli, direttore generale di telethon, ha così espresso la sua soddisfazione per l’avvio di questo progetto: “La collaborazione con Shire conferma il valore della ricerca finanziata da Telethon, capace di suscitare l’interesse del mercato farmaceutico, anche in un momento difficile come quello attuale. Siamo particolarmente soddisfatti, perché accordi di questo genere sono, per un’organizzazione non profit come la nostra, un’opportunità concreta di realizzare la promessa fatta ai pazienti e ai donatori che hanno deciso di sostenerci”.

Si tratta di un’occasione importante per trovare un solido punto d’incontro tra il mondo della ricerca e quello industriale. Secondo Philip J. Vickers, vicepresidente senior e direttore del settore Ricerca e sviluppo di Shire - Human Genetic Therapies, “Grazie alla sinergia tra competenze complementari nelle diverse fasi dello sviluppo di un farmaco – da una parte la ricerca di base, dall’altra lo sviluppo terapeutico vero e proprio – possiamo accelerare sensibilmente i nostri sforzi”.

Autori: 
Sezioni: 
Tigem

prossimo articolo

Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.