fbpx Presentazione nuovi bandi | Scienza in rete

Presentazione nuovi bandi

Read time: 2 mins

Martedì 9 ottobre 2012 - Vengono presentati oggi i nuovi bandi dedicati a proposte per attività imprenditoriali innovative, con l’organizzazione di Sardegna Ricerche e la collaborazione delle e Università di Sassari e Cagliari. Le iniziative fanno parte del Programma Operativo Regionale FESR 2007-2013, in cui è inserito anche il progetto INNOVARE.re (innovazione in rete), con una copertura di finanziamento complessiva pari a 18,3 milioni di euro. I bandi sono così articolati:

 “Start up Innovative": l'obiettivo principale è favorire la nascita sul territorio regionale di imprese innovative basate sulla valorizzazione economica dei risultati della ricerca e sullo sviluppo di prodotti e servizi innovativi.

 “R&S per imprese innovative”: questo bando si propone di incrementare la propensione delle imprese regionali ad investire in attività di sviluppo sperimentale e ricerca industriale. È prevista una riserva del 60% per progetti proposti da spin-off dei due atenei sardi.

A questi si aggiunge il bando "Nuove imprese innovative", organizzato nella modalità a sportello, finalizzato a consolidare e favorire la crescita delle piccole imprese innovative che intendono valorizzare i loro prodotti e servizi innovativi a livello produttivo e commerciale 

La presentazione è prevista nel corso di due seminari informativi, aperti al pubblico, alle ore 15 presso le due Aula Magna dell'Università di Cagliari e l'Università di Sassari. Gli esperti di Sardegna Ricerche illustreranno le finalità dei tre interventi, i requisiti per l’accesso ai finanziamenti e le modalità di partecipazione. Questa sarà anche l’occasione per presentare il nuovo servizio online per la partecipazione ai bandi, attivato da Sardegna Ricerche.

Ci si può iscrivere ai seminari in modalità online, previa iscrizione sul sito di Sardegnaricerche.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Sardegna ricerche

prossimo articolo

Early warning sismico: un test a posteriori sull’ultimo grande terremoto in Turchia e Siria

edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.