fbpx Stefano Ragazzi nuovo direttore | Scienza in rete

Stefano Ragazzi nuovo direttore

Read time: 1 min

Il professor Stefano Ragazzi è stato eletto oggi nuovo direttore dei Laboratori Nazionali INFN del Gran Sasso. Sostituirà il direttore uscente Lucia Votano il 15 ottobre prossimo. A eleggerlo è stato il Consiglio direttivo dell’INFN riunito presso la sede della presidenza a Roma.

Stefano Ragazzi, 57 anni, è professore all’Università di Milano Bicocca e presidente del corso di studi in fisica della stessa università. E’ direttore della sezione INFN Milano Bicocca. Stefano Ragazzi ha iniziato la sua attività scientifica nella fisica dei neutrini, con apparati di ricerca atmosferici e sotterranei (Monte Bianco). Ha poi sviluppato le sue competenze nella fisica delle alte energie con responsabilità di coordinamento di gruppi di ricerca al laboratorio europeo del CERN di Ginevra. In particolare, si è dedicato alla realizzazione di calorimetri per i grandi rivelatori dell’esperimento CMS, uno dei due apparati che ha osservato il bosone di Higgs.

Ha pubblicato 394 paper su giornali con referee.

Ragazzi sostituisce Lucia Votano, 65 anni, per tre anni direttore dei LNGS, la prima donna a dirigere un laboratorio sotterraneo di queste dimensioni. E’ stata insignita dal Presidente della Repubblica dell’onorificenza di Commendatore al merito  della Repubblica Italiana.

Fonte: Ufficio Stampa INFN

Autori: 
Sezioni: 
INFN

prossimo articolo

Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.