fbpx La dieta non aiuta la longevità | Page 5 | Scienza in rete

La dieta non aiuta la longevità

Read time: 2 mins

Una dieta basata su una rigida restrizione dell’apporto di calorie non è sufficiente a garantire un allungamento delle aspettative di vita. Lo dimostrano i risultati di uno studio sulle scimmie mulatte, condotto presso il National Institute on Aging, istituto che si occupa di verificare gli eventuali effetti di allungamento di vita in diverse specie animali che possano poi essere traslati anche agli esseri umani. La ricerca, condotta da Rafael de Cabo e pubblicata online sulla rivista Nature, è in grado di smentire precedenti ricerche secondo che ritenevano invece utile per estendere le aspettative di vita di diverse specie di animali un taglio dal 10 al 40% in calorie. Tuttavia, i dati dello studio del National Institute on Aging suggeriscono che questo tipo di restrizione sulla dieta può apportare a benefici di altro tipo, nel miglioramento complessivo delle condizioni di salute e nelle funzioni generali di metabolismo.

Le scimmie più giovani analizzate hanno mostrato un andamento interessante per ciò che riguarda il ritardo delle malattie associate all'età, ma non hanno segnalato nessun miglioramento per ciò che riguarda l'allungamento di vita. Considerando la differenza tra i dati osservati e i risultati di analoghi studi pregressi, gli autori hanno proposto un'interpretazione secondo la quale gli effetti della restrizione calorica negli animali più longevi non è immediato. Viene suggerito, inoltre, che gli effetti della dieta su eventuali variazioni in longevità devono essere associati anche a fattori di tipo ambientali e genetico.

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

La nuova piramide alimentare USA: facciamo chiarezza

Nuova piramide alimentare Usa

La Società Italiana di Nutrizione Umana ha commentato le nuove linee guida sull'alimentazione da poco implementate negli Stati Uniti. Alcuni aspetti positivi, come il suggerimento di aumentare il consumo di frutta e verdura e ridurre il ricorso ad alimenti ultra-processati, sono messi in ombra da contraddizioni importanti, come l'aumento della quota proteica e il via libera ai grassi animali. Assente anche l'attenzione agli aspetti ambientali. Nel complesso, la Società esprime la preoccupazione che la diffusione dell'immagine della piramide capovolta, senza un commento ragionato che ne sia chiara didascalia, possa influenzare le scelte alimentari verso modelli non salutari.

Riportiamo integralmente lo statement della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) sulla nuova piramide alimentare implementata negli Stati Uniti, che ne chiarisce gli aspetti positivi, ma soprattutto ne segnala i rischi.