fbpx La dieta non aiuta la longevità | Page 2 | Scienza in rete

La dieta non aiuta la longevità

Read time: 2 mins

Una dieta basata su una rigida restrizione dell’apporto di calorie non è sufficiente a garantire un allungamento delle aspettative di vita. Lo dimostrano i risultati di uno studio sulle scimmie mulatte, condotto presso il National Institute on Aging, istituto che si occupa di verificare gli eventuali effetti di allungamento di vita in diverse specie animali che possano poi essere traslati anche agli esseri umani. La ricerca, condotta da Rafael de Cabo e pubblicata online sulla rivista Nature, è in grado di smentire precedenti ricerche secondo che ritenevano invece utile per estendere le aspettative di vita di diverse specie di animali un taglio dal 10 al 40% in calorie. Tuttavia, i dati dello studio del National Institute on Aging suggeriscono che questo tipo di restrizione sulla dieta può apportare a benefici di altro tipo, nel miglioramento complessivo delle condizioni di salute e nelle funzioni generali di metabolismo.

Le scimmie più giovani analizzate hanno mostrato un andamento interessante per ciò che riguarda il ritardo delle malattie associate all'età, ma non hanno segnalato nessun miglioramento per ciò che riguarda l'allungamento di vita. Considerando la differenza tra i dati osservati e i risultati di analoghi studi pregressi, gli autori hanno proposto un'interpretazione secondo la quale gli effetti della restrizione calorica negli animali più longevi non è immediato. Viene suggerito, inoltre, che gli effetti della dieta su eventuali variazioni in longevità devono essere associati anche a fattori di tipo ambientali e genetico.

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Screening del PSA in Lombardia: una scelta discutibile

Torta di compleanno con candeline e scritta Happy screening to you

L'opportunità di proporre uno screening per il tumore della prostata basato sul dosaggio del PSA è discussa, a causa di un incerto equilibrio tra vantaggi e rischi. La Regione Lombardia nonostante questo ha deciso di promuoverlo, offrendolo gratuitamente a tutti i maschi dai 50 ai 70 anni. L’iniziativa viene pubblicizzata sul sito della Regione all'insegna dell' "Happy screening to you", con tanto di torta e candeline. Slow Medicine ha inviato una lettera aperta all’Assessore alla sanità della Regione Lombardia in cui contesta questa linea, mostrando come contrasti con i dati della letteratura scientifica oggi disponibile. L'immagine è tratta dalla pagina sullo screening del sito di Regione Lombardia.

Lo screening del tumore della prostata mediante dosaggio dell’antigene prostatico specifico (PSA) è da decenni oggetto di un ampio dibattito scientifico, a causa del delicato equilibrio tra benefici potenziali e rischi per la salute, individuale e collettiva.