fbpx Un'italiana direttore del CELLS | Scienza in rete

Un'italiana direttore del CELLS

Read time: 1 min

Si chiama Caterina Biscari, è ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed è stata appena nominata Direttore del Laboratorio di luce di sincrotrone CELLS-ALBA di Barcellona. La competenza di Caterina Biscari nel settore degli acceleratori di particelle per la ricerca scientifica e per le applicazioni mediche è riconosciuta a livello internazionale, dopo aver già lavorato al CERN di Ginevra - sede dell' LHC - e al CNAO di Pavia, il cui acceleratore è stato realizzato con il contributo fondamentale dell’INFN. Dal 1999 Biscari è, inoltre, Dirigente Tecnologo presso i Laboratori di Frascati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dove si occupa di fisica degli acceleratori.

La ricercatrice italiana è stata convocata anche dell'European Physical Society come Fellow, ed è membro del Machine Advisory Committee proprio dell'acceleratore LHC del CERN, oltre ad essere invitata a far parte di vari Comitati Scientifici internazionali, tra cui quello dell'Helmholtz Association in Germania.

L'eccellenza italiana viene riconosciuta ancora una volta, la Spagna se l'è assicurata per la direzione di una tra le sue maggiori infrastrutture di ricerca, a partire settembre 2012.

Autori: 
Sezioni: 
Ricerca

prossimo articolo

Dare voce alle emozioni: il ruolo inatteso dell’IA

sagoma di volto con fogli colorati che escono dalla testa

Nella “società delle mangrovie”, come la definisce il filosofo Luciano Floridi, dove umano e digitale si intrecciano, l’intelligenza artificiale smette di essere solo fonte di inquietudine e diventa strumento di espressione. Il libro "EmoziIonAbili" (Pisa University Press) racconta come l’IA generativa possa trasformarsi in un «esoscheletro cognitivo» capace di dare voce a giovani con disabilità, amplificando emozioni e storie senza tradirle, e aprendo nuove strade per un uso etico e inclusivo della tecnologia.

L’intelligenza artificiale generativa, che dal 2022 sta trasformando profondamente la nostra vita, continua a disorientarci: ci somiglia così tanto da rendere difficile tracciare un confine tra ciò che produce e ciò che siamo in grado generare noi. Del resto, ha imparato a esprimersi osservandoci e imitandoci, e lo fa sempre meglio. Tutto questo inquieta: saprà fermarsi quando lo vorremo noi?