fbpx Un'italiana direttore del CELLS | Page 2 | Scienza in rete

Un'italiana direttore del CELLS

Read time: 1 min

Si chiama Caterina Biscari, è ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed è stata appena nominata Direttore del Laboratorio di luce di sincrotrone CELLS-ALBA di Barcellona. La competenza di Caterina Biscari nel settore degli acceleratori di particelle per la ricerca scientifica e per le applicazioni mediche è riconosciuta a livello internazionale, dopo aver già lavorato al CERN di Ginevra - sede dell' LHC - e al CNAO di Pavia, il cui acceleratore è stato realizzato con il contributo fondamentale dell’INFN. Dal 1999 Biscari è, inoltre, Dirigente Tecnologo presso i Laboratori di Frascati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dove si occupa di fisica degli acceleratori.

La ricercatrice italiana è stata convocata anche dell'European Physical Society come Fellow, ed è membro del Machine Advisory Committee proprio dell'acceleratore LHC del CERN, oltre ad essere invitata a far parte di vari Comitati Scientifici internazionali, tra cui quello dell'Helmholtz Association in Germania.

L'eccellenza italiana viene riconosciuta ancora una volta, la Spagna se l'è assicurata per la direzione di una tra le sue maggiori infrastrutture di ricerca, a partire settembre 2012.

Autori: 
Sezioni: 
Ricerca

prossimo articolo

Farmaci sotto pressione: la crisi parte dallo Stretto di Hormuz

Carta geografica dello Stretto di Hermuz

Principi attivi sintetizzati in Asia, elio (necessario per le risonanze magnetiche) importato dal Qatar, rotte bloccate nello Stretto di Hormuz: la crisi in Medio Oriente mostra quanto la filiera produttiva europea dei farmaci dipenda strutturalmente, e su più livelli, dai combustibili fossili e si regga su equilibri geografici fragili. Crediti immagine: Goran tek-en, CC BY-SA 4.0

Di solito, non ci chiediamo da dove vengano i farmaci. Quando ingeriamo con un sorso d'acqua una pillola di antibiotico, come l’amoxicillina, non viene immediato chiederci come quella capsula sia arrivata a casa nostra. La prendiamo per curare una cistite o un mal di gola di origini batteriche, spesso senza pensare che, prima ancora di essere nel suo blister e spedita sugli scaffali delle farmacie, ha già affrontato un processo fatto di viaggi lunghi e numerosi intermediari.