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L'insofferenza dei ricercatori

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La matematica non dà preoccupazione – o noia - solo agli studenti di liceo. Uno studio condotto dall’Università di Bristol e pubblicato il 25 giugno sul Proceedings of the National Academy of Sciences, dimostra che anche i ricercatori sono insofferenti a troppa teoria matematica. Secondo la ricerca, coordinata da Tim Fawcett e Andrew Higginson del Dipartimento di Scienze Biologiche, le pubblicazioni con troppe formule vengono, infatti, citate il 50% in meno rispetto a quelli che risparmiano in equazioni o non ne fanno menzione alcuna.

“Si tratta di una conclusione importante” – ha dichiarato Fawcett – “dal momento che è una realtà che incide su tutti i settori scientifici che coprono la teoria matematica e il lavoro sperimentale. Se nuove scoperte vengono presentate in un modo che non sia accessibile ad altri ricercatori, è molto probabile che nessuno si prenderà poi la briga di ripetere gli esperimenti per confermare le teorie. Questo rappresenta un grosso ostacolo per il progresso scientifico”

Non si può certo però cancellare la matematica nel percorso di ricerca. Quale è allora la possibile soluzione? Si può, innanzitutto, migliorare la preparazione di base in matematica dei laureati in materie scientifiche. Ma, soprattutto, si dovrebbe puntare a forme più efficaci di presentazione dei propri dati, non eludendo le formule, ma accompagnandole da testi e didascalie esplicative che  possano evitare l’indifferenza di chi legge una pubblicazione scientifica

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Matematica

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Il dodicenne palestinese Khaled viene respinto al checkpoint, unico in tutta la classe, perché ha partecipato a una manifestazione: per lui quel giorno sarà impossibile vedere il mare. Ma il desiderio rimane, potente, come racconta il regista Shai Carmeli-Pollak nel film The Sea. Un’ora e mezza di buon cinema, coinvolgente, girato da un israeliano e da una troupe mista e prodotto dal palestinese Baher Agbariya.

Immagine: screenshot dal film The sea

Un bambino al mare

Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare.
A Ferragosto lo vado a prendere
in treno a Ostia lo voglio portare.

“Ecco, guarda”, gli dirò
“questo è il mare, pigliatene un po’!”.

Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà
il mare intero si prenderà.

Gianni Rodari