fbpx I vincitori 2012 | Page 3 | Scienza in rete

I vincitori 2012

Read time: 2 mins

Il Premio Sapio è nato dalla collaborazione tra Università, Centri di Ricerca, Istituzioni e soggetti privati al fine di promuovere e divulgare la ricerca scientifica italiana rivolta, in particolare, a salute e ambiente. L'edizione 2012 ha visto, tra i partecipanti, più di 170 ricercatori, tra cui sono stati scelti i tre pirmi classificati.

Il vincitore è Luigi Naldini, direttore del San Raffaele Telethon Institute for Gene Therapy (HSR-TIGET) e professore ordinario all'Università Vita Salute San Raffaele per uno studio dedicato a individuare sistemi innovativi per aumentare l'efficacia e la sicurezza delle terapia genica. In particolare, sono state due le nuove strategie proposte: regolare l'espressione del gene terapeutico sfruttando i microRNA cellulari e mirare l'inserzione del gene in un sito prescelto del genoma. Nel primo caso si ottiene una espressione mirata del vettore nelle cellule mature, evitando la potenziale tossicità nella cellula staminale, mentre con la seconda tecnica il gene viene inserito a valle del suo promotore endogeno, ripristinando così sia la funzione, sia il controllo fisiologico dell'espressione genica ed abolendo i rischi dei vettori virali. In questo modo sarà possibile ampliare enormemente le applicazioni della terapia genica in medicina, superando la maggior parte dei rischi e delle limitazioni delle tecnologie oggi disponibili offrendo nuove speranze di cura a pazienti affetti da gravi malattie ereditarie o tumori.

Si sono aggiudicati il secondo e terzo posto Fabio Biscarini, dirigente di Ricerca CNR-ISMN Bologna e Direttore Tecnico Scriba Nanotecnologie Srl, e Luca Ravagnan, amministratore della start up WISE s.r.l. e ex ricercatore presso il Dipartimento di Fisica dell'Università degli. Sono autori, rispettivamente, di uno studio su un particolare tipo di etichette multifunzionali prodotte mediante nanotecnologie, grazie alle quali si potranno avere cibi, farmaci e documenti più sicuri, e di una nuova classe di elettrodi, meno invasivi e meno costosi, per la cura della colonna vertebrale con neurostimolazione.

Autori: 
Sezioni: 
Premio Sapio

prossimo articolo

Ddl stupri: senza il consenso che cosa cambia?

mano in posizione di stop su sfondo scuro

La riforma della violenza sessuale approvata dal Senato segna una frattura profonda, giuridica e culturale. La scelta di abbandonare il modello fondato sul consenso è infatti in contrasto con la Convenzione di Istanbul e con l’evoluzione della giurisprudenza italiana: si torna a un impianto basato sul dissenso e sulla «volontà contraria». Questa è una decisione che riapre il dibattito sull’autodeterminazione dei corpi, sul carico della prova nei processi e sul rischio di vittimizzazione secondaria.

La modifica proposta dalla maggioranza in Senato in materia di violenza sessuale sta dividendo l’opinione pubblica. Sullo sfondo di questa spaccatura c’è la codifica, nell’immaginario collettivo, di cosa sia uno stupro. Da decenni i movimenti si sono battuti per un cambio di paradigma interpretativo.