fbpx Il microbo ibernato | Scienza in rete

Il microbo ibernato

Read time: 1 min

Oltre 120 mila anni, tanto è il tempo che un finora sconosciuto microbo ha pazientemente atteso con tre chilometri di ghiaccio sulla testa prima che qualcuno decidesse di riportarlo nuovamente in attività. Il team che l'ha individuato e, con estrema attenzione, l'ha condotto fuori dal suo stato di ibernazione gli ha attribuito il nome di Herminiimonas glaciei. La notizia è stata pubblicata sull'ultimo numero dell'International Journal of Systematic and Evolutionary Microbiology.

Jennifer Loveland-Curtze (Pennsylvania State University) e il suo team hanno individuato gli esemplari di H. glaciei in ghiacci provenienti dalla Groenlandia e li hanno pazientemente messi in incubazione. Dopo averli mantenuti per sette mesi a 2°C e per altri quattro mesi e mezzo a 5°C, finalmente hanno avuto la conferma che la colonia di batteri si era ripresa.

H. glaciei è più piccolo dei normali batteri (da 10 a 50 volte più piccolo dell'E. coli) e probabilmente deve la sua resistenza nei ghiacci proprio alle sue ridotte dimensioni. Non è un microbo patogeno - e questo ci lascia tranquilli - ma il fatto che riesca a passare senza fatica attraverso i filtri normalmente impiegati per la sterilizzazione dei fluidi nei laboratori e negli ospedali ci lascia un velo di inquietudine.

Fonte: IJSEM abstract

 

Autori: 
Sezioni: 
Scoperte

prossimo articolo

Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.