fbpx IWI: l'indice alternativo al PIL | Page 27 | Scienza in rete

IWI: l'indice alternativo al PIL

Read time: 2 mins

Se il Pianeta è in stato di sofferenza, il PIL non è sufficiente a descrivere i limiti di crescita di ogni singolo Paese. L'UNEP - United Nations Environment Programme,  l'Agenzia Onu per l'Ambiente - presenta a Riocentro un'alternativa al prodotto interno lordo, da molto tempo accusato da studiosi e ricercatori di non rappresentare in modo completo e fedele il livello di crescita economica di una nazione: l'IWI (Inclusive Wealth Index) è un nuovo indice di calcolo per lo sviluppo, che tiene in conto non solo della produzione interna di un Paese, ma anche delle sue risorse naturali e umane, attraverso il benessere percepito dai cittadini.
Nel rapporto Inclusive Wealth Report , presentato a Rio, sono stati analizzati i dati di ricchezza inclusiva di 20 Paesi che comprono, sulla totalità del pianeta, il 76% del PIL e il 56% della popolazione. La scelta è stata fatta in base al peso che il capitale naturale ha nella produttività di base di ciascuno dei 20 Paesi. L'Italia non compare in lista, mentre sono stati studiati i colossi asiatici e americani, i cui indici IWI rivalutano i dati di sviluppo al ribasso. Cina e Brasile, viceversa, registrano un aumento del 45% e 18%, rispettivamente.

Pablo Munoz, direttore scientifico del rapporto ha così interpretato la netta differenza delle valutazioni: "Anche se la maggior parte delle economie analizzate, e in generale il mondo, hanno avuto tassi di crescita positivi negli ultimi anni uno sguardo piu’ ampio indica che questo e’ avvenuto ad un prezzo molto alto, di cui si dovrebbe tenere conto nel bilancio dei singoli Stati."

I dati del PIL, infatti, segnalano invece dei livelli di crescita da record per questi stessi Paesi: + 422% per la Cina, + 37% per USA, + 31% per il Brasile e + 24% per il Sudafrica.
Tuttavia, questo non significa che le generazioni future potranno godere degli stessi, ipotetici, livelli di benessere, soprattutto considerando l'aumento esponenziale di popolazione dei Paesi emergenti. Per quanto riguarda poi il rapporto tra crescita di produzione e consumo di capitale naturale, ben 19 paesi su 20 sono a rischio di raggiungere uno squilibrio insostenibile della propria crescita.
A questo proposito, il rapporto presentato a Rio+20 sottolinea che: "Mentre la ricchezza inclusiva è aumentata nella maggior parte dei Paesi, il rapporto dimostra che l'esame del capitale naturale è fondamentale per i policy makers. Anche se una riduzione del capitale naturale può essere compensata con l'accumulazione di capitale umano e di manufatti, che sono riproducibili, molte risorse naturali come il petrolio e i minerali non possono essere sostituite. Di conseguenza, per una definizione più inclusiva della ricchezza che garantisca un'eredità alle generazioni future è urgente la discussione sullo sviluppo economico e sociale"


 

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Sostenibilità

prossimo articolo

Seminare la dipendenza: le strategie di big tobacco per reclutare giovani consumatori

Sacchetti di nicotina

Il 31 maggio ricorre la Giornata mondiale senza tabacco, istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità e celebrata per la prima volta nel 1988. Il tema proposto per il 2026 richiama l’attenzione sulle sempre più sofisticate strategie adottate dall’industria del tabacco e della nicotina per iniziare al consumo le nuove generazioni. Nell'immagine: sacchetti di nicotina

Le cosiddette nicotine pouches sono piccole bustine bianche simili a quelle del tè (all-white o white pouches nei mercati anglosassoni), disponibili in vari gusti e aromi, più economiche delle sigarette tradizionali (con un costo in media inferiore del 15-20%), poco ingombranti (si portano in tasca o in borsa), si consumano come una caramella posizionandole tra il labbro superiore e la gengiva.